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lunedì 13 gennaio 2020

parkrun/2 (pb sui 5000), una porcheria immane, i benzinai extracomunitari

sabato mattina ho fatto la mia terza parkrun, da clima siberiano come le precedenti. mi piace questa cosa di arrivare, fare un paio di km di riscaldamento, fare la foto di rito e poi partire a bombazza. è l'essenzialità della corsa, mi verrebbe da dire. sabato mattina a sfidare il freddo un centinaio di partecipanti, tra di loro tanti inglesi che evidentemente vivono qui a milano o al limite sono di passaggio. ciò come detto non è casuale, visto che è a londra che è nata la parkrun. sabato sono riuscito ad "abbattere" il mio pb sui 5000, che resisteva dal 2015, cioè dai miei primi passi nella corsa. abbattere è ovviamente un verbo usato ad minchiam, perchè i precedenti 5000 da pb li avevo fatti a 4'57" al km, questi li ho fatti a 4'56" al km. parliamo di una sciocchezza insomma. per l'esattezza ho fatto 5,04 km in 24'53". ovviamente sono soddisfatto, e non poco: questo forse mi convince ancor di più dell'idea che è sulla velocità che dovrei specializzarmi. poi siccome nel pomeriggio il mio amico/cliente triatleta, che mi controlla attraverso il connect, mi ha detto che il mio battito cardiaco è pressochè identico che io corra una mezza maratona o un 5 km a razzo, ho deciso che dovevo fare una roba che fosse una specie di fartlek. e dato che oggi mi trovavo dai miei ho fatto 8 km di interval training, fatto da 2 km più lenti ed 1 km più veloce, poi di nuovo con questa andatura per poi chiudere con un km lento ed uno veloce. se mi riesce proverò anche domani sera. il triatleta dice che se mi allenassi in questo modo potrei fare la mezza in 1h45. mah, non saprei a dire il vero.
a 53 anni pensavo di aver visto se non tutto abbastanza. ma mai avrei pensato che potesse realizzarsi quello che mi hanno raccontato venerdi pomeriggio. si è trattato, anzi si tratta, di una porcheria immane, un colpire nel mucchio indiscriminatamente per tutelare chi non meriterebbe affatto di essere tutelato. il mondo è fatto da ingiustizie, ma alcune lo sono più di altre. dal canto mio questa cosa rafforza un mio preciso convincimento: prima francesco, poi tutto il resto.
mi è capitato, qui a milano, di notare che tre stazioni di servizio - anche abbastanza grandi - sono presidiate da extracomunitari. direi occhio e croce cingalesi, bengalesi, indiani. ma attenzione, non si tratta di addetti alla pompa o al lavaggio auto. sto parlando di esserne i titolari ed un volta che lo sono, titolari, assumere connazionali come collaboratori. non so come sia avvenuta questa cosa, non ne ho la più pallida idea. ma questa cosa conferma il fatto che il declino dell'italia è soprattutto il declino degli italiani, che non hanno più voglia di lavorare checchè ne dica la propaganda sovranista e populista di salvini e meloni, ben interpretata nel mondo di blogger da autentici campioni della inutilità umana che anni fa mi capitava di ospitare in queste pagine di diario. cioè rendetevi conto, qui non siamo al "ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare" e allora giù ad elencare attività quali la badante o il contadino. che al limite dico, ci potrebbe anche stare. qui si tratta di fare il benzinaio; non il muratore che ti riempi di calce e stai sui ponteggi, non il meccanico che ti sporchi di grasso (che oggi non ti sporchi neanche più di grasso, vabbè). il benzinaio, in un mondo di stazioni di servizio self service, aspetta che arrivi il camion cisterna per scaricare benzina o gasolio, aspetta il cliente che in cambio di qualche 50 centesimi in più al limite vuole essere servito, prende i contanti o la tesserina plastificata del bancomat o della carta di credito. non c'è notte, non c'è domenica. nulla di tutto ciò. è più stressante lavorare in banca. prima gli italiani insomma, di non fare una beata minchia però.

19 commenti:

  1. Io non credo che gli italiani non abbiano voglia di lavorare, così come non sono convinta che tutti gli stranieri che vengono qui lo fanno per cercare lavoro.
    La situazione è più complessa, purtroppo.
    Buon inizio settimana.

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  2. Qui invece è pieno di autolavaggi gestiti da indiani o egiziani, idem le frutterie. Per non parlare dei tanti negozi di cinesi.

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  3. L italiano medio non ha un cazz di voglia di lavorare. E forse ha ragione.

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    1. suggerisco la lettura "la società signorile di massa" di Luca Ricolfi

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  4. Sì, sarà sicuramente un bel lavoro quello del benzinaio. Che paradiso. Che idillio. Culo al caldo d'inverno e palle fresche d'estate. Che meraviglia. 1800/2000 euro al mese, malattia, ferie, tredicesima, quattordicesima e chi t'ammazza?! Io mi informerei un po' meglio, eh, prima di uscirsene con questi discorsi da sala d'attesa del medico, bar, barbiere e spogliatoi della palestra tutt' e quattro messi insieme. Poi non so,eh?!
    Ciao.

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    1. ma neanche io guarda...meno male che ci sono posti liberi da scrittore e influencer.....

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    2. Potresti abbandonare il tuo posto e fare il benzinaio. Vuoi mettere con i 50 centesimi di elemosina che ti lasciano i clienti che vogliono essere serviti che bella vita che fai. Forse, potresti leggere qualche articolo che va sotto il nome dei nuovi schiavi della benzina e farti qualche idea. Ma tu sei di sinistra, voti il PD, quindi...

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    3. Dai Lorenzo, non fare così.....

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  5. Ah, i 50 centesimi erano quanto costa più grosso modo fare rifornimento al servito, mica è una mancia, gli italiani non danno mance.

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  6. Non so cosa dire a proposito dei benzinai perchè, qui, dalle mie parti, vedo che le pompe di benzina sono ancora gestite da italiani.
    Per il resto, ti ammiro per la tua forza, nonostante il clima siberiano. Saluti.

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  7. Frequento con soddisfazione una stazione di servizio con lavaggio e una piccola officina, vicino a casa mia,sono tutti gentili,premurosi e preparati e il fatto che quasi tutti siano di pelle scura non mi turba.
    Ciao e auguri per i tuoi allenamenti.fulvio

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  8. Io nom credo che gli italiani non abbiamno più voglia di lavorare, anche se oggettivamente ci sono lavori che non voglionno fare.
    Non starò a dare il mio giudizio sul fatto che un benzinaio possa o non possa essere extracomunitario ma il fatto che le persone non vogliano gestire una stazione di servizio ha il suo motivo. Riempire il serbatio di tante automobili tutto il giorno, stando a stretto contatto con le pompe di benzina provoca alla lunga anche malattie. Lo sò per certo, visto che la moglie del benzinaio dove andavo anni fa quando lavoravo si è presa in questo modo una forma di Cancro di cui non sò darti i paticolari e be è morta dopo poco. Insomma non hanno tutti i torni coloro che non vogliono fare o benzinai. Ora non ho idea se la nuova benzina verde abbia risolto o peggiorato la cosa

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  9. ti dirò che hai ragione da vendere è una politica questa dei benzinai da galera, perche "pagano" solo 10 Euro al giorno, e non aggiungo altro e ho chiesto come cosi poco ? eee... almeno 50 Euro..(risposta) e che e'Natale?!

    la foto è stata scattata a Monreale (Palermo)
    Un abbraccio
    Maurizio

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  10. Che bello! I post più popolari, come i bambini dell'asilo Mariuccia.
    Gli italiani pensano a posti di prestigio, per esempio:


    Arrestato giudice: soldi per «aggiustare» le sentenze e sesso per diventare avvocate.

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  11. Sono d'accordo nel dire che il problema degli italiani non sono gli stranieri che rubano il lavoro.
    Sono anche d'accordo nell'affermare che non ci si dovrebbe accontentare nella ricerca di un lavoro; "faccio questo perché non trovo altro e ne ho bisogno, pur se mi sottopagano" non dovrebbe esistere in un paese civile.

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  12. Bisognerebbe capire quanto guadagnano. Da lì partire per un ragionamento.

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    1. immagino quanto guadagnavano i precedenti gestori italiani che hanno ceduto a loro la concessione.

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  13. pure qui su 3 distributori solo 1 di italiani. con gli indiani è un casino: già 2 volte che inserisco la banconota nella macchinetta e poi non eroga la benzina. non pagano regolarmente i fornitori e non mettono cartelli per avvisare che il carburante manca. ma la macchinetta mangiasoldi funziona benissimo :)
    buon giorno

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