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venerdì 29 maggio 2020

fuori dal silenzio/7

mi spiace tornare sull'argomento del post precedente ma questa cosa ve la devo troppo raccontare. ieri sera torno a milano da altra regione e ascolto radio 24. il tema è l'iniziativa improvvida ed anche un pò schifosa dei governatori di sardegna e (su posizioni più sfumate) sicilia di chiedere un passaporto sanitario ai turisti che verranno nelle loro isole. ora, ci sarebbe dire tanto su questa cosa: ad esempio che è incostituzionale e che è un dare vigliaccamente dell'untore a chi in passato ha contribuito ad un pezzo importante del pil regionale (i lombardi sono da sempre la presenza più massiccia in sardegna). ma soprattutto ci sarebbe da dire che oltre che poco praticabile non ha alcun senso: io faccio il tampone oggi 29 maggio 2020 e tra otto giorni mi ammalo o divento positivo asintomatico , dopodichè faccio 15 giorni di vacanza a fine giugno a casa vostra e vi attaccate al cazzo. tralascio poi la difficoltà di fare test sierologici e tamponi in lombardia e non solo (oltre al fatto, va detto, che tanta gente non li vuole fare anche perchè se dovesse risultare positiva poi come fa col lavoro o il resto?). bene, che succede in questa trasmissione di radio 24? intervistano uno chef stellato di ragusa, che in un tweet ha scritto "caro presidente musumeci, non vorrei che oltre che isolani fossimo anche isolati". da qui l'intervista in cui dice che bisogna essere accoglienti, solidali, non solo verso gli altri italiani ma anche verso gli altri europei, e il turismo, le bellezze ecc ecc.... beh, che dire, applausi infiniti per costui. non ha ragione, ha stra ragione. poi, la doccia fredda: la giornalista gli chiede come stava andando con la riapertura e questo trullo trullo dice: "non abbiamo ancora riaperto, pensiamo verso il 15 giugno o magari verso il 30, insomma vediamo come va". senza imbarazzo, senza pudore, la testa di minchia (dico minchia in onore della sua e mia origine siciliana) con appena un minimo abbassamento della voce dichiara il suo vigliacco attendismo. ma vergognati, almeno taci che fai una figura migliore.
questa mattina con la sveglia che ha suonato alle 7 col rumore di un bombardiere sono andato a correre sulla martesana (qualcuno in più a percorrerla rispetto a martedi). clima ideale, ma primo km a capire in quale pianeta della galassia mi trovassi. poi come sempre mi sono ripigliato. praticamente 8 km fatti a 5'46" al km. un pò peggio dell'uscita di martedi, ma per come era iniziata direi che va bene così. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 26 maggio 2020

fuori dal silenzio/6

gli italiani fanno mediamente schifo e alcuni italiani fanno più schifo di altri. stasera doveva esserci la mia prima uscita serale post lockdown. niente di eccezionale, una birra tra amici del gruppo podistico nel bar dove ci trovavamo solitamente prima di questa merda. ha anche uno spazio all'aperto e sarebbe stata una cosa priva di elementi di pericolo. a metà pomeriggio mi arriva un messaggio, il bar è ancora chiuso. ma perchè io dico? e con questo bar ci sono ancora diversi altri bar ma soprattutto tantissimi ristoranti che non hanno ancora aperto. dicono che conviene loro stare chiusi. ma che ragionamento è? aspetti di aprire quando ti fanno direttamente il bonifico sul conto corrente? e guardate che sto parlando di ristoranti che hanno un dehor, grande o piccolo che sia. oggi eravamo in tre in ufficio. ad un certo punto un collega mi propone di telefonare al ristorantino dove andavamo ogni tanto. nessuna risposta, ed anche qui hanno un dehor di 100 mq almeno. al che allo stesso collega viene in mente un ristorante dove siamo andati prima di natale a salutare l'ingresso in maternità di una collega. ci dicono che è aperto e andiamo. il dehor è piccolino, e ci piazzano in tre in tre tavolini da due alternandoci come disposizione. cercano di mantenere le distanze, hanno - pur senza eccedere - i dpi. certo, non è un posizionamento fantastico, ma è comunque un momento di socialità.  mangiamo benino, ci offrono una pizza tagliata a fette e non hanno ritoccato i prezzi in alcun modo. quando andiamo a pagare gli chiedo da quando sono aperti. "da giovedi, c'è qualcuno a pranzo, di sera ancora meno, ma aprendo diamo un segnale che incoraggia le persone, gli fa venire la fiducia". ecco, queste sono le partite iva che rispetto. non quelle che stanno chiusi perchè tanto il dipendente ha la cassa integrazione, perchè arriveranno i contributi a fondo perduto, i 600 euro e il credito di imposta per il canone di locazione. troppa gente sta aspettando il sussidio, l'aiuto a pioggia, l'incentivo. e non va bene così, non va bene un cazzo. perchè solo lavorando ci risolleviamo, mettendoci di buona lena a produrre, per noi stessi e per gli altri. 
comunque questa mattina ho fatto finalmente una uscita runneristica decente. decisamente sul presto, alle sette, sono sceso sulla martesana, nell'unica ora accettabile per combinare qualcosa di buono. 8 km in 45 minuti spaccati, 5'37" al km. niente di eccezionale ma comunque un deciso miglioramento rispetto ai giorni precedenti. questo periodo mi sta sottraendo tanto, mi sta facendo rinunciare a tantissime cose belle. ma almeno la corsa questo maledetto coronavirus non me la sta togliendo.

domenica 24 maggio 2020

fuori dal silenzio/5

per quanto riguarda le questioni lavorative forse (ma dico forse) ho trovato una mezza quadra. ed in ogni caso non è che abbia tante opzioni da giocarmi. è stata una settimana in cui ho corso poco. all'uscita di martedi è seguita quella di venerdi sera, 8 km più defaticamento con un caldo pazzesco (27 gradi alle 18.45, giusto per intendersi). infine terza uscita questa mattina, con maglia societaria visto che anche oggi c'era una tapasciata "virtuale" organizzata da un gruppo amico: a dire il vero quella reale - che non si è svolta ovviamente - era la loro tapasciata ufficiale, una delle tante centinaia saltate a causa di questo maledetto coronavirus. anche se mi sono svegliato presto ho deciso, anche a questo giro, di non correre sulla martesana. oddio, forse si poteva anche fare, ma avevo voglia di bissare l'uscita verso il centro di 15 giorni fa. e come 15 giorni fa sono arrivato in duomo, solo che anzichè tornare indietro ho girato a destra in via dei mercanti per poi proseguire in via dante e quindi fare una pausa selfie davanti al castello sforzesco. non per vezzo o vanto, ma perchè necessario al post della nostra pagina facebook di oggi. dopodichè sono entrato dentro il castello per proseguire nel parco sempione, affiancare l'arena civica e quindi proseguire verso casa. la corsa è stata la solita corsa di questo periodo, con un alternanza di km decorosi ed altri sofferti e sofferenti. il lungo tratto di melchiorre gioia mi ha visto veramente annaspare, con gli ultimi due km veramente faticosi. quando sono entrato nella ciclabile della martesana per i 300 metri finali sono stato obbligato ad uno zig zag pazzesco tra le persone. alla fine quando ho fermato il gps sono usciti 11,12 km in 1h06'12", a 5'57" al km. meglio delle altre uscite domenicali per carità, ma sempre poca roba. ma soprattutto da queste corse esco veramente devastato, come se avessi fatto la distanza doppia e più velocemente. pazienza, questo passa il convento per ora, cerchiamo di accontentarci. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

mercoledì 20 maggio 2020

fuori dal silenzio/4 (that two balls)

in almeno un post, ma potrebbero essere anche due, avevo scritto che trovavo strano il mio capo. durante la quarantena ma anche e soprattutto al primo giorno di ripresa lavorativa. oggi sono andato fuori regione, per fare un appuntamento difficile. finito il quale l'ho chiamato, il mio capo. anche lì risposte vaghe. sono andato poi in ufficio, ho parlato con un collega, dopo di che me ne sono andato a casa, che per sentire la solita conference su zoom si poteva fare pure tra le mura domestiche.
verso le 18.25 sono andato a correre nonostante la pioggia (per la cronaca, 10 km a 5'53" al km). al rientro vedo una chiamata del mio capo, di pochi minuti prima. lo chiamo, non mi risponde, mi richiama. "da domani faccio altro in azienda". e mi spiega cosa anche se francamente ho fatto fatica a capirlo. non mi sembra certo una promozione. ok, al tuo posto? mi dice chi è. una bella merda, aggiungo. il peggiore dei capi possibili. e non è neanche per lui in sè, che probabilmente ho avuto capi peggiori in passato. no, è che si tratta della persona sbagliata in un posto delicato come può essere il nord italia del post coronavirus. ma voglio andare oltre: le aziende sono libere di scegliere e di sbagliare. è che a me gira vorticosamente il cazzo, a quasi 54 anni, di dovermi sempre mettere in discussione. in questi due anni, pur faticando, avevo trovato una comfort zone non nel senso opportunistico del termine. che di lavorare l'ho sempre fatto. ma certamente oggi come oggi mi andava di farlo con equilibrio e "normalità". a 'sto giro mi sa che salto, lo dico senza esitazioni. è vero, non sto sul cazzo. è vero, per mandarmi devono darmi un bel pò di soldi (ma sarà ancora così in epoca post covid?). è vero tutto ciò ed anche altro. ma all'orizzonte vedo solo nubi poco incoraggianti. domani almeno mi evito il passaggio di consegne che sono fuori regione, fortunatamente. ma tanto è solo rinviato di poco, che credete.

venerdì 15 maggio 2020

fuori dal silenzio/3

oggi approfittando di un viaggio di lavoro in piemonte, nel rispetto del dpcm in essere, ho potuto rivedere - dopo due mesi e mezzo - i miei genitori e mia figlia. è stato bello e contemporaneamente strano, visto che comunque un pò di distanza l'abbiamo dovuta tenere. soprattutto con i miei genitori. per distanza intendo proprio distanza. ho passato poco più di tre ore nel balcone, con loro a un paio di metri all'interno della cucina. senza mascherine, che se lo sa mia sorella ci scortica vivi. oddio, stando sul balcone avrei anche lavorato, ma questo è un altro film. poi sono andato da mia figlia. siamo stati assieme un'oretta e mezza, camminando attorno a casa sua. avevamo due mascherine una più improbabile dell'altra. mi ha raccontato aneddoti un pò strani, ma d'altro canto non sarebbe figlia mia. insomma, come detto due incontri strani. questo è un periodo troppo innaturale. ad un certo punto passando un bicchiere a mia mamma le ho detto di lavarsi le mani. e subito dopo mio papà ha esclamato sconsolato "che schifo...", come a dire "ma come siamo messi?". con mia figlia saremmo andati a mangiarci una pizza o l'avrei portata dai nonni a cenare. ed invece quella assurda passeggiata a raccontarci quello che ci viene sottratto. fino a due settimane fa la mia vita era casa + supermercato. da due settimane è casa + supermercato + lavoro + corsa. quante cose mancano a questa vita? quante cose non si sa quando torneremo a farle? io non riesco a capacitarmi di tutto ciò. lo so, l'ho già detto tante volte. ma mi trovo a casa mia e se non lo scrivo qui allora dove lo scrivo? in questi 10 giorni lavorativi ho indossato l'abito da lavoro 9 volte. sapete quanti abiti ho utilizzato? due, soltanto due. quelli "mezzi", più tendenti all'invernale che all'estivo. non ho avuto la benchè minima voglia di cambiare l'armadio, non ho avuto la benchè minima voglia di curarmi l'aspetto oltre il minimo sindacale. litri di gel per appiattirmi i capelli al mattino, tanto che ancora adesso li ho ispidi dopo 16 ore.
ho detto però che c'è stata anche la corsa. due uscite finora questa settimana. tutte prevalentemente urbane a parte l'ultimo km sulla martesana. la prima martedi facendo ca. 8.3 km a 5'58" al km, la seconda più che positiva ieri sera con 11 km fatti a 5'55" al km, con un percorso leggermente impegnativo al confine tra sesto san giovanni e milano. non escludo la doppietta sabato/domenica. sto leggermente migliorando ma soprattutto riassaporando il piacere che si prova al termine dell'uscita, quel benessere che mi permette di tirare avanti qualche ora in serenità. ci aggiorniamo, un abbraccio globale a tutte e tutti.

domenica 10 maggio 2020

fuori dal silenzio/2

sabato e domenica a fare ciò che mi permettono di fare questi tempi. ma è con vivo, enorme piacere che posso dire che sto per scrivere un post di running. solo di running, come non succedeva da tanto tempo. ieri mattina, senza sveglia, mi sono alzato presto. con calma ho fatto colazione e mi sono detto che potevo andare a sgranchirmi un pò le gambe. niente di impegnativo, in fondo avevo corso (vabbè, corso.... si fa per dire) 36 ore prima. memore dell'esperienza negativa precedente - anche se era un altro orario - ho fatto un percorso un pò diverso; aveva la martesana sempre come punto di riferimento, ma vedendola un pò, come dire, da lontano. poco più di 6 km, a 6'12" al km. eppure con soddisfazione. verso l'ora di pranzo sento al telefono un mio compagno di squadra e mi dice che il giorno dopo ci sarebbe stata una "corsa di gruppo a distanza". vuol dire che ognuno di noi corre per conto proprio e i km fatti da ognuno si sommano. altri gruppi podistici hanno fatto qualcosa del genere nel weekend. io ho visto due iniziative pressochè analoghe (fatte in maniera molto più strutturata) da parte di gruppi amici. ok, gli dico che ci sarò anche io e mi viene in mente che qualche giorno fa una mia amica è andata in bici in duomo. questa mattina mi sveglio sempre presto, ma un pò meno presto. esco da casa poco dopo le 9 e decido di fare la città e progressivamente muovermi verso il centro. in fondo siamo ancora in mezzo lock down. le gambe sono sempre un pò imballate, ma chissà per quanto sarà così. arrivo in stazione centrale, proseguo per vittor pisani fino a piazza della repubblica. semafori rossi o verdi ha poca importanza, le auto sono pochissime e riesco a gestirmi i passaggi. quindi Via Turati e Via Manzoni, con netta prevalenza del pavè rispetto al normale asfalto (eh si, perchè preferisco correre per strada anzichè sui marciapiedi). arrivo in piazza della scala ed anzichè entrare in galleria giro da dietro. quando sono in piazza del duomo vedo praticamente quello che fino a ieri potevo osservare solo sullo schermo televisivo. ovvero, una piazza con pochissima gente. oddio, probabilmente qualcuno in più oggi c'era. siccome mi sono fermato per farmi un selfie a beneficio della nostra pagina facebook ho provato a spannometricamente contare quanta gente ci fosse. si e no, 30 persone, là dove normalmente in una domenica mattina ci sono diverse centinaia di turisti. fatta la foto me ne sono tornato indietro, sempre incrociando pochissime persone. stesso percorso o quasi fino a piazza della repubblica poi però ho girato verso corso como. che però non ho raggiunto perchè volevo arrivare in melchiorre gioia per risalirla tutta fino alla martesana. un lungo rettilineo dove le gambe si sono incredibilmente un pò "svegliate", tanto che ho fatto due km sotto i 6'. arrivo in martesana, poche centinaia di metri verso casa. stoppo il gps: 9,5 km in 58'09". 6'07" al km. ovviamente correre in gran parte senza incrociare persone mi ha permesso di tenere il buff al collo. quando è capitato di passare vicino alle persone e non avendo possibilità di distanziarmi di due metri lo tiravo su, cosa che facevano in pochi. i 300 metri di martesana, gli unici in questa uscita certamente non corta, li ho corsi in questo modo, anche a costo di boccheggiare. piano piano la forma ritornerà, compatibilmente con le mie potenzialità. oggi però la cosa bella è stata non solo allungare il kmetraggio ma riprendermi milano. avrò corso pochissime volte in centro città. oggi ha avuto un sapore bellissimo, per tantissimi motivi. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

venerdì 8 maggio 2020

fuori dal silenzio

cinque giorni lavorativi, cinque giorni decisamente impegnativi. avevo lavorato tanto nell'ultima fase dello smart working, ho lavorato tantissimo in questi giorni. inutile negarlo, una componente importante di tutto ciò è l'euforia della ripartenza. non voler soccombere al coronavirus, ma cavalcare la fase 2 per esserne protagonisti. i miei clienti mi hanno detto tutti o quasi che la pensavano peggio, ad esempio. ne sono molto contento. se loro tengono, tengo anche io. e io ho bisogno di vile denaro come tutti. anzi, ne ho bisogno un pò di più in questa fase se devo dirlo. uno dei miei primi capi, persona molto valida che mi capita di vedere ancora ogni tanto per "ragioni di mercato" (lavora per la concorrenza, ma resta una brava persona), mi diceva che "ogni mese di stipendio preso è un mese in più verso la pensione". lui quest'anno andrà in pensione, è arrivato al traguardo! comunque dicevo, ho lavorato tanto e la settimana prossima proverò ad andare in giro. gli ultimi due giorni li ho fatti praticamente da solo, e quindi non ho avuto particolari esigenze di mascherina, se non per andare in panetteria in pausa pranzo. a parte il primo giorno nessun problema per quanto riguarda il distanziamento. problemi che ho avuto, e molto pesanti, nel mio tornare a correre. la prima uscita l'ho fatta martedi. le gambe non erano imballate; erano più che imballate. riprendere a correre dopo due mesi è stato emozionante, naturalmente. sapendo del casino sul naviglio. ho iniziato a fare un percorso urbano. poi però mi sono immesso sulla martesana e lo strozzamento l'ho avuto all'altezza di viale monza. appena ho potuto ne sono uscito, ho fatto un lungo tratto di via padova correndo su strada, neanche sul marciapiede! poi parco trotter, viale monza e di nuovo un km di martesana con qualche incontro ravvicinato di troppo, ma poca roba. poco più di 8 km a 6'20" al km. un disastro, ma contento. il problema è stata l'uscita di ieri sera. ero convinto dall'orario che vi fosse meno gente: niente di più sbagliato. in più avendo le gambe di ferro sono andato ancora più piano ed in certi punti le persone - rigorosamente senza mascherina - le sfioravi. io stesso ho corso col buff, che ti fa mancare il respiro e non serve un cazzo ai fini del contenimento del virus. sono tornato a casa esausto ed anche un pò preoccupato. se il covid 19 non l'ho preso ieri sera non lo prenderò mai più. così come mai più correrò a quell'ora. ieri sera ero al telefono intorno alle 22.30 e ho visto dalla finestra correre addirittura 4 persone. per cui o si esce prima delle 7 del mattino o dopo le 20.30, alternative non ci sono. ripeto, speriamo bene che sarebbe un guaio prenderlo adesso, che qui in lombardia non è passato per niente il contagio. adesso inizia il weekend. beh, potrà sembrare strano, ma ho bisogno di riposarmi! comunque dal silenzio ci siamo usciti. e speriamo di non farvi più ritorno. un abbraccio globale a tutte e tutti.