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domenica 25 agosto 2019

la sgamelaa di e col cuore

in 5 e rotti anni ho corso quasi sempre in pianura. tutt'al più cavalcavia, salitelle, ma tutta roba abbastanza gestibile. a casa dei miei c'è qualche salita in più, tipo quella al castello di rivoli, ma di veramente impegnativo ci sono sì e no un paio di km. nelle tapasciate può capitare di trovare percorsi meno impegnativi o collinari e chi ricorda il mio ultimo post sa che avevo fatto una tapasciata in brianza con oltre 300 metri di dislivello, che era andata comunque bene. subito dopo quella tapasciata, non so per quale ragione ma sicuramente in disprezzo della logica ho deciso di iscrivermi - non prima di avere verificato un paio di questioni logistiche - alla sgamelaà d'vigezz, una gara/tapasciata o tapasciata/gara che parte e si chiude a santa maggiore maggiore, località più importante della valle vigezzo, tra domodossola e la svizzera, in alto piemonte. me ne avevano parlato in tanti di questa gara, capace di attirare runner piemontesi, lombardi e svizzeri. sapevo che era una corsa di montagna, ma non esattamente un trail. la distanza certamente impegnativa, ben 25 km, e io 25 km in vita mia li ho fatti e superati 4 volte. insomma non c'era nulla di logico nel fare questa gara a fine agosto. non solo, qualche giorno dopo, verso fine luglio, mi viene correndo sulla martesana un dolore nel retrocoscia, dolore che sembra essere meno lancinante nell'ultima uscita prima di andare in vacanza. insomma, passerà no questo dolore? ed invece non passa, in vacanza corro solo un paio di volte (e d'altro canto ne avevo da girare in vacanza, altro che correre), al mio rientro faccio una uscita da 14.5 km con tanta, troppa fatica. 36 km percorsi ad agosto, una roba senza senso. a quel punto che fare? andare sù, non andare? la logistica, a dispetto della distanza mi aiuta. parto ieri pomeriggio, ritiro il pacco gara e il pettorale, mangio una pizza e vado a dormire nell'appartamento gentilmente messomi a disposizione. incontro alla partenza con qualche amico, anzi amica, a cui chiedo ragguagli sul percorso. mi racconterà una balla, ma ne parlerò dopo. alle 10 in punto la partenza, in una bella cornice di gente ma con tanto caldo. nonostante gli spray e gli antidolorifici presi nei giorni precedenti, già a partire dai primi metri sento il dolore, non forte ma fastidioso sulla parte bassa della coscia posteriore, non molto sopra il ginocchio. chi mi ha visto da fuori mi ha detto che ero zoppicante o meglio claudicante. non mi sembrava di fornire quella impressione ovvero non credevo di avere una così brutta corsa, ma probabilmente ciò era dovuto al fatto che facevo piccoli passi per non caricare troppo la gamba. in ogni caso i primi km mi sembrano abbastanza normali, ma a partire dal quarto km la strada inizia a salire: dapprima asfalto, ma poco dopo si entra in sentieri di montagna. e se al quinto km siamo in montagna la corsa è una corsa di montagna. altro che pochi km di sterrato, sono assolutamente preponderanti! finchè posso correre corro, ma in certi tratti credo che nessuno abbia corso, a parte i primi 50 classificati all'arrivo. realizzo insomma che tra un pò non si potrà fare altro che camminare, dove anche camminare è in realtà un eufemismo. ho un tredicesimo km fatto in 14 minuti, perchè erano passaggi in mezzo ai rami in salita, ciotoli scivolosissimi in discesa. so però che voglio arrivare al traguardo, anche perchè non saprei neanche come fare diversamente per rientrare allo stesso, vista l'asperità del percorso e l'assenza di servizio scopa. nei passaggi nei paesi, almeno finchè c'era gente, ci salutano ed incitano. ormai è solo camminare con passo più o meno deciso, con unici stop alle fontanelle d'acqua di montagna o ai numerosi ristori. il paesaggio è bellissimo, ma onestamente si fa fatica a goderselo. dal 17esimo, mi pare, corro (si fa per dire) con tre ragazze che credono di chiuderla in tre ore e mezza. dalla salita del 19esimo si renderanno conto dell'impossibilità della cosa. siamo intanto arrivati all'una, il caldo è notevole nonostante si sia a quasi 1000 mt di altitudine. al 21esimo lascio le ragazze indietro perchè ogni tanto faccio qualche metro di corsa. quando arrivo all'ultimo ristoro, al 23esimo km e mezzo, l'addetto mi dice che ci sono un paio di km all'arrivo, scoprendo così che la linea è più lunga. sono quasi ai 25 km e siamo ancora su sterrato. quando finalmente arriva la lingua di asfalto provo ad accennare un passo da corsa, stringendo i denti. il traguardo lo vedo, in lontananza. sono tra gli ultimi, anche se non sarà così vero alla fine visto che saranno una novantina quelli arrivati al traguardo dopo di me. alla fine faccio 25,69 km in 3h47', con circa 750 mt di dislivello. insomma, sono stato quasi 4 ore in piedi. un amico mi ha scritto su facebook che posso essere pronto per la maratona in questo modo. gli ho risposto che lo sapevo, dato che alla fine della fiera l'unico motivo per cui ho fatto questa gara è stato il voler superare i miei limiti o una parte di essi. io ho sempre corso al risparmio, arrivando all'80, al 90%, ma mai oltre. oggi volevo fare un qualcosa di "straordinario". ecco, magari volevo farlo mettendoci 20/30 minuti in meno, ma in fondo ha poca importanza. adesso devo dire che sono meno ciancicato del previsto. non mi sembra di avere più male dei giorni scorsi ma in realtà è domani che si farà la conta dei danni. resto comunque molto soddisfatto, credetemi. non era nè scontato nè automatico chiudere la performance oggi. detto questo, auguro a tutti un buon inizio settimana, per diversi anche segnanti la ripresa al lavoro dopo le ferie.