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giovedì 31 dicembre 2020

ventiventi millequattrocentocinquantadue

beh, lo sappiamo che è stato un anno di merda. lo sappiamo che è stato un anno buttato al cesso. lo sappiamo che chi - come me - si professa ateo ha trovato delle ragioni in più per esserlo. sappiamo questo e tante altre cose. io so anche che ragionare oltre modo non serve ad un cazzo. figuriamoci se non lo so io che sto scoprendo mio padre perdere il lume della ragione nel giro di poche settimane. ragion per cui non credo che il ventiventuno, a differenza di come la pensano in molti, sarà meglio un anno migliore di quello che finisce tra meno di 12 ore. o per lo meno, non lo sarà per me, e di questo ne sono certo. anche le cose belle che sono successe quest'anno, o le cose belle che succederanno l'anno prossimo, varranno poco. lo sapete no, mie care amiche e cari amici blogger che io sono cintura nera di realismo no? come un paolo fox qualsiasi potrei anche dirvi quello che succederà ivi compreso il mese, ma evito di mettere in busta la risposta che è meglio. l'oggetto sociale di questo blog è la corsa e questa mattina, come un rocky balboa senza adriana, sono andato a correre poco più di 8 km su neve e ghiaccio, attento a non cadere col culo per terra che sarebbe stato poco carino chiudere il ventiventi in bellezza al pronto soccorso. quando ho scaricato sul pc l'uscita ho visto che quest'anno ho fatto 1452 km spaccati, poco più di quelli fatti nel 2016 che ero un modestssimo runner e meno, molti meno di quelli fatti negli ultimi 3 anni che ho girato poco sopra o poco sotto la boa dei 1800 km. chiaro, mancano marzo ed aprile per i motivi assurdi che tutti sappiamo. eppure se non avessi fatto questi 1452 km sarei stato decisamente peggio di come sto. e pazienza se non ho fatto praticamente corse (però voglio citarle quelle fatte. prima del lockdown tre mezze maratone: brembo, san gaudenzio a novara, mezza del castello a vittuone. dopo il lockdown sgamelàà e salomon city trail) che tanto cosa volete che cambi alla mia veneranda età. però visto che non abbiamo più nulla almeno mi sono sfogato. il 26 dicembre ho anche pianto durante la corsa a casa dei miei. e veramente ho pianto non soltanto in quel momento. purtroppo sto scoprendo di non essere pronto, e la cosa mi fa girare le palle. quindi ben venga la corsa, ben venga l'attività di istruttore che a dicembre è ripresa con forza, ben venga qualunque cosa mi aiuti a stare meglio. meglio.....diciamo meno peggio dai. si, c'è chi sta peggio, lo so. però in questo momento mi interessa poco devo dire e comunque non mi consola. ci si legge l'anno prossimo, un abbraccio a tutti, globalmente si intende. 

mercoledì 23 dicembre 2020

stanze di vita natalizia

l'ultimo post di la dama bianca mi ha "obbligato" a citare il mio precedente blog. era sempre su blogger, non è stato cancellato (a differenza del primo su splinder, piattaforma ormai scomparsa. l'avevo anche salvato tramite un programma su un disco esterno, ma non mi è mai capitato mai di rileggerlo, cosa peraltro complessa proprio perchè poco user friendly) ma semplicemente "congelato". qualche ora dopo aver commentato dalla mia vecchia amica (vecchia di conoscenza virtuale, perchè lei è giovanissima visto che era una bimba quando ci incontrammo in rete) ho deciso di ritornare su quel blog e leggere qualche post qua e là. e cavolo, devo dire che era fatto bene. nel senso che scrivevo tanto e con indubbia qualità. decisamente più di adesso, tanto per essere chiari. forse era anche perchè bloggare aveva ancora un senso, o quanto meno più di adesso. o forse semplicemente perchè mettersi a nudo era più semplice o se ne aveva più voglia. qualcuno (magari qualcuna dai....) avrà capito che tramite la mia attività di blogger sono nati degli amori. sì, più di uno. qualcuno in modo formale, qualcuno in modo un pò anomalo ma eppure lo stesso importantissimo. ho sempre pensato che non fosse un caso. scrivere aiuta a conoscere ed apprezzare le persone. scrivere bene aiuta di più. per questa stessa ragione oggi sono certo che non potrebbe nascere alcunchè tramite questo canale. tante volte ho pensato di chiuderlo o limitarlo questo spazio, negli ultimi anni. poi siccome sono abitudinario non lo faccio. la risultante però è che il mio blog oggi non è un granchè. come tanti altri blog però, ad essere onesti. mi aspettano giorni belli e difficili nel contempo. oserei dire molto difficili, dato che mi devo mettere alla prova. lo raccontavo prima ad un collega, questa cosa che sta capitando alla mia famiglia è bruttissima. lo so, è diffusa, comune, condivisa da tante altre persone. ma quando ti tocca da vicino ha un sapore diverso. ho fatto dei pensieri che mi vergogno a dire in queste settimane. sono stato imbarazzato nel fare certe cose. eppure è la normalità della vecchiaia. per intanto auguro a tutti voi un sereno natale. cosa difficilissima, lo so. resto dell'idea, e niente e nessuno mi farà cambiare, che questa vita che ci stanno facendo fare non trova giustificazione nella pandemia. ma sarebbe un tornare su cose già dette. ci aggiorniamo per il post di fine anno. 

lunedì 21 dicembre 2020

il regalo di natale

questa mattina arrivo in sede e passo dalla reception, ed educatamente saluto. neanche il tempo di accendere il pc che mi arriva una mail dove la stessa receptionist mi dice di scendere per ritirare un pacchetto, vabbè, voi chiederete perchè non me lo abbia detto subito, ma io vi rispondo con un semplice "benvenuti nel mondo delle reception". passo a prenderlo e vedo che è un dolce (stasera in verità scoprirò che è un tocco di cioccolato pericolosissimo dal punto di vista calorico) che arriva da un'agenzia di pubblicità dove lavora un vecchissimo fornitore. roba da notte dei tempi, di quando contavo qualcosa ma neanche poi tanto. giovedi scorso ho ricevuto una stella di natale, che ho girato a mia mamma. sempre oggi ho ricevuto una tazza da colazione. insomma, mi sembra che stia tornando in auge il regalo o il pensiero di natale. negli anni buoni arrivava di tutto: libri, lampade, trolley, vini e liquori pregiati, ciotole d'argento. prima della crisi del 2007 e anche immediatamente dopo. e insieme a questi c'erano i famosi biglietti di natale che arrivavano per posta. un vezzo manageriale consisteva nel mettere un cesto in mezzo al tavolo di lavoro e riporli tutti lì, dove stavano almeno fino al 20 gennaio. poi la crisi diventò più forte, io iniziai a contare un cazzo e di regali natalizi poco e niente. i biglietti natalizi soppiantati da mail sempre più spesso immediatamente cestinate. mi ha un pò stranito, persino emozionato questa riscoperta del regalino. lo scopo è sempre quello sia chiaro, non c'è gratitudine ma interesse. ma mi piace pensare che possa essere un ritorno agli anni lavorativi migliori della mia vita. e che, almeno per me, non torneranno mai più.

sono orgoglioso di mia figlia. non lo ha cercato lei ma poteva dire di no, che a lei non manca nulla lo sapete. da un mesetto è impegnata in un lavoro domenicale tosto. lo ha accettato, torna a casa col mal di testa (la sua maledetta emicrania trova terreno fertile in questo tipo di impiego), ma non demorde. ci mette la doverosa attenzione, è attenta a non sbagliare, sembra un pò il suo papà. eh si, forse su queste cose ha preso più da me che da sua mamma ed è sicuramente un bene.

ho l'impressione che verrò deluso da una certa situazione. dormirei lo stesso la notte, sia chiaro, però saprebbe tanto di presa in giro. e non mi piace.

è anche un blog di running questo? dicono di si, e vi dico che la settimana scorsa ho corso 37 km e mezzo, di cui 11 domenica mattina. nota di cronaca, ieri mattina mi sono svegliato alle 10. una roba incredibile, senza se e senza ma. e non è un bene. ci aggiorneremo, forse, per gli auguri natalizi. buona serata a tutte e tutti, globalmente si intende.

giovedì 17 dicembre 2020

aggiornamento.....

scrivo solo per far presente ai miei pochi lettori (più lettrici a dire il vero) che sono vivo, approfittando di un momento in cui ne ho disponibilità. ecco, non voglio esagerare dicendo che dall'ultimo post ad oggi non ho trovato tempo per aggiornare il diario. è che non ne ho avuto voglia. perchè non so dirvi come sto e chissà se nello scrivere uscirà qualche elemento per capirlo. sono arcistufo di questo momento di emergenza sanitaria: non tanto per il virus, che esiste e si sa. mi ha francamente rotto i coglioni questo governo fatto di incompetenti che cambia idea tre volte nell'arco di 24 ore, che chiude unico in europa le scuole, che sta devastando la stabilità psicologica di milioni di italiani col suo comportamento tutto orientato ad addossare le colpe alle persone per quello che sta succedendo. persone che nella grande maggioranza dei casi si stanno comportando correttamente, sia chiaro. un piccolo sacrificio per passare un natale sereno, salvo poi dire che il natale sereno non solo non lo passeremo ma escogitando l'ennesimo dpcm notturno fatto da azzeccagarbugli del diritto dove diritto è termine improprio visto che tutto quello che stanno facendo è comprimere la libertà. per le vacanze di natale sto trovando un artifizio, in parte lavorativo in parte di disobbedienza civile, che dovrebbe permettermi di stare con i miei genitori. perchè io col cazzo che non starò accanto a mio padre a natale, consapevole che potrebbe essere l'ultimo natale che passo con lui. in quei giorni natalizi potrebbero addirittura impedirci, come durante il lockdown di marzo ed aprile, l'attività fisica all'aperto. vabbè, tanto sto correndo poco. la settimana scorsa non ho neanche superato i 29 km, in questa forse riuscirò a fare di più, visto che potrei correre sia domani sera che domenica mattina. per motivi previsti dal dpcm martedi notte ho percorso 200 km in autostrada. avrò incontrato e/o superato tre auto, per il resto una distesa di camion, che portano merce ai piccoli trasportatori che poi consegneranno anche nei centri storici, alla faccia della lotta all'inquinamento. sta tornando di moda, grazie all'e-commerce, il trasporto su gomma. non si trovano camion e camionisti disponibili. segnatevelo adesso: tra 12 mesi il covid avrà ucciso milioni di persone nel nostro paese. e francamente mi auguro che siano tra coloro che si esaltano per questo governo di merda, ma temo che non sia così, perchè mi sa che sono i più sussidiati e/o garantiti a schierarsi con lui. vabbè, speriamo che il prossimo post sia meno acido, ma consolatevi: vi ho risparmiato l'appendice sul genitore che dice di aver un figlio bravo ma talmente bravo che però in questo momento è agli arresti domiciliari per spaccio.

domenica 29 novembre 2020

170,76

mai come in questo periodo ho maturato il perchè esistano infedeltà, tradimenti o - credetemi che ne è solo un'altra rappresentazione - amori e passioni che finiscono. non c'è cattiveria, slealtà o predisposizione al collezionismo di trombate. molto più prosaicamente quello che abbiamo (o quello che abbiamo conosciuto) non ci è sufficiente, non colma il nostro desiderio di conoscenza. possiamo avere a fianco un partner perfetto per soddisfarci intellettualmente ma penoso a letto. oppure bellissimo ma terribilmente noioso. e più si invecchia più si denota questa cosa. nell'altro inevitabilmente vediamo prima i difetti che i pregi. e non c'è soluzione di sorta. a meno che non subentrino convenienza (legittima) o paura di stare soli (altrettanto legittimo) e ti fai bastare qualsiasi cosa o quasi. novembre volge al termine. un mese buttato al cesso, come lo furono marzo ed aprile. forse persino di più, tanto è subentrata la rassegnazione e l'adattamento alle serate col coprifuoco, ai ristoranti e ai negozi chiusi. so di gente, neanche poca, che non ha rispettato le regole. io non sono fra quelli, nel senso che sì, mi sarà capitato qualche volta, ma posso contarle sulle dita di una mano. ma l'impressione è che la maggior parte delle persone lo abbia fatto un pò come il bambino che mette le dita nella marmellata. che quando viene scoperto si domanda perchè non si possa mangiare la marmellata, che è così buona. mai avrei pensato a 54 anni di pensare ad un anno come irrimediabilmente perso. eh sì che ho addirittura cambiato casa, senza godermi veramente la cosa. venerdi ho fatto mettere le tende dappertutto per dire. è venuta una roba bellissima, molto più di quanto non immaginassi. ma per chi l'ho fatto, per quelle poche persone a cui ho mandato le foto via whatsapp? ecco, ho corso. in questo mese di novembre ho fatto 170,76 km. che è tantissimo in assenza di gare. più 4 che 3 volte alla settimana con la domenica mattina a chiudere il tutto con una uscita "lunga". che ogni volta voglia non ne ho molta ma poi alla fine con l'aiuto della testa si procede. il giro è più o meno sempre lo stesso, da casa mia taglio tutto il comune arrivo a milano2 e al san raffaele e torno indietro. in base a come sento le gambe decido quanto fare, ma in un range che va dai 14 ai 17 km. questa mattina ne ho fatti 15 in poco meno di 1h28', a 5'51" al km. si poteva fare meglio, ma avendo corso venerdi sera anche no forse. in fondo, sempre per stare nelle cifre, è stata una settimana con più di 44 km. meno male che questi insipienti paternalisti non ci hanno tolto l'attività fisica individuale. voto 4 alla nostra classe politica, voto 3 al governo. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 19 novembre 2020

l'estetica del covid

tra le tante cose che non vanno di questa epoca ve ne sono alcune solo apparentemente meno importanti. col covid ci stiamo imbruttendo. donne e uomini, sia chiaro. quando mai sarei andato in ufficio, in passato, con i jeans e un pulloverino? quando mai al 19 novembre non ho fatto ancora il cambio armadio? quando mai non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di fare acquisti, siano scarpe, vestiti o pantaloni? questa estate in verità qualcosa ho acquistato, ma comunque poca roba. ma poi non è solo questo: barba, capelli, cambio delle lenzuola: ne perdo il conto. sia chiaro, non vivo nella sporcizia, personale e domestica. anzi, è vero il contrario. ma intendiamoci, mancano gli stimoli. credo sia lo stesso per le donne. sabato mattina una mia amica mi ha detto che aveva deciso, per andare a fare la spesa all'esselunga, di mettersi da tiro come se dovesse andare ad una festa. un'altra persona di mia conoscenza, praticamente in smart working da marzo, qualche giorno fa è dovuta andare in ufficio, dalle parti di cinque giornate. "ho messo la gonna, i collant e uno stivaletto", visto che vado in giro sempre in modo assolutamente casual. abbruttimento, ho usato questo termine e non ne vedo altri. nel precedente post ho riportato lo studio secondo cui gli italiani fanno meno sesso. non solo, secondo me guardiamo con decisamente meno pulsioni all'altro genere. mi ricordo verso metà maggio una mattina in cui stavo andando in ufficio, qualche settimana dopo il post lockdown. ad un semaforo rosso quasi in loreto attraversa una ragazza abbastanza giovane, diciamo tra i 25 e i 30 anni. faceva caldo, minigonna e blusa dello stesso colore. stivali anch'essi dello stesso colore, senza calze, una falcata imbarazzantemente sexy. non ero riuscito a vederla in viso, ma il fisico era da 30 e lode. in auto dico quello che esattamente immaginate, mi giro a sinistra e vedo che il mio vicino di fila più o meno coetaneo ride e altrettanto esplicitamente fa un gesto con la mano. entrambi abbassiamo il finestrino. giustamente lui mi dice "non eravamo più abituati a queste cose". scatta il verde e ripartiamo. purtroppo ci si abitua a tutto, anche al peggio. ci stiamo abituando a non andare in un museo, al cinema, a comprare un qualcosa che giustamente possiamo permetterci visto che lavoriamo non solo per pagare le bollette. poi i pasdaran del "spero che finirete intubati" diranno la solita solfa dell'estate folle, della movida, degli aperitivi, dei ristoranti. stasera ho corso poco più di 11 km, per l'esattezza 11,25 km in 1h05"40, a 5'50" al km. poco performante, ma con la nebbia e l'umidità in fondo che c'era non è poi così male. i miei stanno meglio, ma anche lì - diciamolo - è uno stare meglio relativo. li ho visti tutti ieri, e ci sembra che sia tantissima roba. ed invece sono solo una decina di minuti. buona notte a tutte e tutti.

martedì 17 novembre 2020

analista mio malgrado

oggi alle due ho mandato un whatsapp ad un pò di miei conoscenti, tra cui una persona che legge e commenta il mio blog, in cui dicevo che oggi avremmo il più alto numero di morti della seconda ondata covid. ormai sono diventato un'analista del coronavirus, se vi fosse ancora la conferenza stampa delle 18 di borrelli (tra l'altro, avete notato che da mesi è entrato in un cono di silenzio, apprezzabilissimo a differenza dei tanti prezzemolini che vediamo ovunque nelle tv) potrei tenerla io. ho drammaticamente avuto ragione, visto che i decessi sono stati 731. non è che ho la sfera di cristallo, ma al martedi vengono ripresi i decessi del lunedi che risentono delle comunicazioni tardive del weekend e quando ho letto che il veneto aveva 100 morti è stato facile fare questa previsione. e visto che si parla di previsioni, dire che il 3 dicembre finisca tutto, nel senso che si possa riprendere la vita normale mi pare inverosimile. forse troveranno un modo per salvare i consumi e gli appuntamenti familiari natalizi, ma sarà una grandissima forzatura. attenzione, non sto dicendo che sia giusto. sapete quanto ritenga sbagliata questa gestione paternalistica dell'emergenza sanitaria che tende a scaricare sulle persone la responsabilità di non fare diffondere il virus. non a caso (e non è neanche merito di crisanti, che è stato preso a pedate nel culo) il veneto è l'unica regione del nord ancora gialla, visto che ha una sanità che all'atto pratico si è mostrata decisamente migliore di quella piemontese, lombarda o ligure (e non si può certo dire che io sia un fan di zaia), segno che le istituzioni sanitarie non sono tutte uguali. parlando con un pò di colleghi e amici abbiamo fatto un'altra previsione. prima o poi il peggio passerà. secondo me in primavera. ma quel peggio sarà il peggio sanitario. ma dopo ci sarà il vero peggio, quello economico. ai morti di covid seguiranno i morti di depressione, di crisi economica, da perdita di lavoro. perchè finiranno il divieto di licenziamento, gli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione. sarà un paradosso: aumenterà il pil ma le imprese avranno carta più o meno bianca per riorganizzarsi. qualche espulso dal mondo del lavoro magari ne uscirà meglio di altri, ma di fuoriuscita si tratta. lo dicevo ad una di voi parecchio tempo fa: per chi ha dai 30 ai 40 anni forse è giunto il proprio momento. di chi ha discreta padronanza dei fondamentali e costa meno di chi ha 40 o 50 anni. e da loro che l'italia ripartirà. parlando con un mio collega un paio di ore fa l'ho sentito preoccupato. e lui con la moglie sono talmente patrimonializzati che non rischiano certo di finire in coda alla caritas. è che si dovrà pensare a qualcosa. io da anni penso al "dopo", lo sapete. è un miracolo che io sia dirigente da 12 anni e 2 mesi. no, che dico, è inspiegabile. in questi giorni sto pensando ad una polizza per prolungare questo periodo. chiamiamolo un piccolo investimento. ma non è solo leccaculaggine aziendale. è anche pensare che alla mia età, se la mia dimensione cambia, dovrò pensare a qualcosa per arrivare alla pensione. potrebbe, pensate un pò voi, significare lasciare milano, che è un assurdo visto che ho appena cambiato casa. ci penseremo a suo tempo. mi sembra così strano che io non abbia ancora preso il coronavirus. è tre giorni che ho i linfonodi un pò gonfi ed un accenno di torcicollo, ma potrebbe tranquillamente essere conseguenza della corsa. che poi io ho la febbre più bassa che si possa avere. non vado oltre i 37 e non vado oltre i 36. finito questo post me la misurerò: scommetto su un 35.8. ho corso oggi pomeriggio, 9 km. con fatica ma in una bella cornice di sole. ha appena finito la lavastoviglie. l'avevo anche nella vecchia casa, ma non usandola mai l'avevo fatta morire. qui invece è una bellissima scoperta. domani me ne andrò al mare, speriamo nel bel tempo. buona serata a tutte e tutti.

domenica 15 novembre 2020

il levatappi

pare che con il covid si beva di più, nel senso che vi è maggiore consumo di alcolici in condizioni di isolamento (qui un articolo). a dire il vero pare che con la pandemia gli italiani abbiano fatto meno sesso (altro articolo). a sensazione entrambe le cose sono vere. o quanto meno, per me vale di sicuro. fatto stà che ieri sera decido di aprire una bottiglia di vino, per l'esattezza di gutturnio. e vedo il levatappi flettere per spezzarsi a tappo quasi estratto. nulla di strano, si trattava di una cinesata che mi pare mi abbiano regalato tempo fa. oggi, nel primissimo pomeriggio, per trovare poca gente, decido di andare all'esselunga, anche e soprattutto per comprare un nuovo levatappi. e lo trovo, tra pentolame e strofinacci. solo che è un articolo "non essenziale" e teoricamente non in vendita, come da disposizione o di dpcm o della regione o sa dio che cosa. vado in assistenza e domando alla addetta se effettivamente ne è vietata la vendita, visto che c'è una striscia di nastro adesivo sopra quella tipologia di oggetto. la tipa mi guarda una frazione di secondo per poi dirmi "lo prenda". la ringrazio, vado a metterlo nel carrello e mi dirigo alla cassa. tra l'altro non lo pago neppure poco, 9 euro. il tema del non essenziale era già emerso quando partirono i primi provvedimenti: palestre, ristoranti, bar, estetiste ecc.... ma che in linea teorica andando al supermercato non si possano fare acquisti al di fuori dei generi alimentari, beh questo mi pare una follia. la regione lombardia addirittura aveva proibito l'acquisto di libri e giornali in un primo momento (che però potevi fare in edicola o libreria). astrusità e macchinosità che rendono agli occhi delle persone normali il sistema di restrizioni abbastanza incomprensibili. il senso pratico dell'addetta del servizio informazioni mi ha reso possibile l'acquisto. cosa che con tutta probabilità non sarebbe avvenuto se le mie intenzioni di acquisto erano rivolte ad una pentola o a una padella. questa mattina sono andato a correre. i miei 14 km in meno di 1h21', al 5'46" al km li ho portati a casa. questa settimana ho corso 41 km esatti. almeno il bicchiere di gutturnio potrò smaltirlo meglio. ci sarebbe da raccontare una roba folle successa a mio papà giovedi sera, che a mia mamma ancora un pò veniva un infarto, ma voglio evitare. per adesso c'è la narrazione che medici e infermieri siano eroi e chi sono io per smentirla. che poi io detesto la ricerca dell'eroe. a me basterebbe che chiunque, a cominciare dal sottoscritto sia chiaro, svolgesse la propria opera in modo normale. buon inizio di settimana a tutte e tutti.



venerdì 13 novembre 2020

amantes

è il titolo di un film dei primi anni '90 di vicente aranda, con due donne belle e sensuali come victoria abril e maribel verdù. come dice il titolo, narra la storia alquanto torbida di due amanti. solo che in quel film è l'uomo a essere "impegnato" e la donna ad essere libera. io invece nella mia vita ho fatto, e ripetutamente, l'amante. nel senso che ho avuto relazioni con donne sposate o comunque impegnate. anzi, a dirla meglio, l'ho fatto in questi ultimi lustri della mia vita. che probabilmente non è stato neanche casuale. ma, va detto, talvolta ciò si è trasformato addirittura in relazione. di una cosa sono certo: quelle donne, tutte quelle donne, le ho amate. forse non un amore assoluto, forse non uno "sturm und drang", ma una profonda forma di amore, e soprattutto di rispetto, c'è stato. perchè io non potrei neanche baciare una donna priva di valore per me, fosse anche la donna più bella del mondo. vabbè, ma questo pippotto perchè, mi chiederete. semplice, io, nella mia nuova amena località, ho stabilito ormai un percorso podistico grosso modo sempre uguale. e in queste settimane un pò strane ho anche stabilito l'orario in cui uscire a correre. succede che finora, in questa settimana, io abbia corso tre volte. lunedi 8 km, mercoledi 10 km, stasera altri 8 km, oltre a qualche coda di defaticamento. e in ognuna di queste sessioni, grosso modo alla stessa ora, sono passato davanti il parcheggio di una azienda, attaccato alla ciclabile. e in ognuna di queste occasioni ho visto un uomo ed una donna, lui secondo me una decina d'anni più di lei, abbracciati o comunque in teneri atteggiamenti. è vero che non fa ancora freddo, ma siamo pur sempre a novembre, è buio e insomma se fossero fidanzati o altro andrebbero quanto meno a casa. ma poi si capisce quando si è fidanzati, sposati, conviventi e si è qualcos'altro. e sono solo due le situazioni alternative: i primi tempi e la condizione di amante. ma nei primi tempi corri a infrattarti, a casa o in motel. ma se hai un'ora, se hai moglie/marito e figli a casa, ecco allora c'è il parcheggio in cui abbracciarsi, baciarsi, fumarsi una sigaretta (tutte cose che ho visto fare a questi due). una mia ex diceva che ero un attento osservatore. mi piaceva (e ci piaceva) domandarmi in metropolitana come trombava la persona davanti a me. mi piaceva guardare le altre coppie al ristorante. oggi lo faccio un pò meno, sarà la vecchiaia. ma poi me le servono così, su un vassoio, e torno il francesco di un tempo. oggi ho fatto montare i componenti del bagno, dopo che mi è arrivato il divano una settimana fa. a questo punto la casa è in buona parte composta nei suoi elementi essenziali. e devo dire che è una bella casa. ad oggi, causa covid, solo mia. è già qualcosa ma è anche un pò un peccato. buon fine settimana a tutte e tutti.

domenica 8 novembre 2020

red zone

siamo zona rossa da venerdi. questa cosa è riuscita a farmi dormire male giovedi sera, io che per adesso dormo benissimo (e lo ribadisco, non è una cosa positiva che io dormo benissimo solo quando le cose vanno male o quando vanno bene). ma poi mi è bastato andare a correre venerdi mattina e prendere la macchina per andare al lavoro, per giunta fuori regione (si, io posso andare a lavorare), per capire che questa zona rossa nulla aveva a che fare con il lockdown di marzo e aprile. ma non voglio fare considerazioni su questa cosa, perchè tanto direi le solite cose. ma nonostante regole blande e controlli inesistenti (cosa che mi è stata ampiamente segnalata ieri da più fonti amicali) ieri non sono uscito da casa. non mi sono inventato di andare al decathlon, che è aperto e si trova nel mio comune, nè di andare in farmacia anche se qualcosa poteva servirmi. un pò forse è senso civico e rispetto delle regole. ma solo un pò, perchè io non concepisco nè mi interessa uscire per uscire. in fondo ho cambiato casa per avere un ambiente più confortevole (per dire, ho preso il caffè in maniche corte sull'ampio balcone, tanto fa caldo oggi a milano e dintorni) e non capisco il motivo per andare in giro. anche il caffè d'asporto, consentito dalle regole della zona rossa, mi sembra una roba inutile. perchè tanto la vita resta sospesa ugualmente, se non sei libero di muoverti e fare quello che vuoi. e noi non siamo liberi, ma proprio per niente. i miei stanno tutti bene. mio papà è stato strabiliante. 3/4 giorni di febbre continua che scendeva solo con la tachipirina 1000, altrettanti con febbre serale e solo qualche volta ha preso la 500, adesso da 2/3 giorni senza nulla. che sia guarito mi sembra confermato dal fatto che è tornata la fase depressiva. perchè sì, quello che resta adesso è aiutarlo a combattere il resto, perchè chècchè se ne dica ci sono tante altre malattie e altre che nascono proprio a partire dal coronavirus. a questo giro siamo semireclusi, siamo poco liberi, ma non ci hanno impedito di correre, neanche nelle zone rosse. l'unico vincolo è non lasciare il territorio comunale, ma nel mio caso non sposta nulla. mi era venuto un dolorino sopra l'osso sacro lunedi, dovuto ad avere messo il piede su un cazzo di tappo di bottiglia di vino che mi ha fatto quasi cadere. avevo fatto due uscite di poco più di 8 km, una mercoledi e l'altra venerdi. questa mattina mi sono svegliato senza particolare voglia di correre, però mi sono messo di buzzo buono e sono uscito verso le 9.30. non che iniziando a correre la voglia mi sia venuta, però ho pensato al fatto che avendoci lasciato almeno questo ciò andava in qualche modo omaggiato. e allora la voglia me la sono fatta venire: cassanese fino all'esselunga, lavanderie, milano2, il giro del san raffaele, il laghetto della cava e alla fine i miei 15 km in meno di 1h26', a 5'44" al km, li ho fatti. meglio di due settimane fa, per dire. ero bello stanco alla fine, devo ammettere. però contento, come sempre. questa settimana ho fatto appena 32 km, ma li ho fatti con impegno come sempre. per intanto prosegue la domenica bellissima. che almeno posso apprezzare più di quanto non potessi fare nel mio vecchio bilocale. un abbraccio globale a tutte e tutti e buon proseguimento di domenica.

lunedì 2 novembre 2020

ciarpame e cialtroni

ho tutta la famiglia positiva al covid. e quando dico tutta, dico tutta. in ordine di preoccupazione, mio papà, mia mamma, mia sorella, mio cognato, mia figlia. ora, come potete forse immaginare, mio papà e mia mamma non frequentano la movida, non vanno al ristorante, non fanno aperitivi. mia sorella è ipocondriaca e mio cognato ne è vittima. voi mi chiederete dove si siano contagiati quindi. e io vi rispondo che - a parte mia figlia che ha una vicenda tutta sua - se lo sono preso nel posto teoricamente meno a rischio del mondo. il posto che dovrebbe garantire igiene, profilassi, disinfezione, sterilizzazione. no, non è una scuola elementare. non è neanche un supermercato. questo posto inizia con ospe e finisce con dale. che dire, che col senno di poi si doveva stare a casa? eh no, non lo si può dire e non lo voglio dire. perchè se una persona anziana ha una visita programmata in primavera che viene rinviata in autunno ha tutto il diritto di volerla fare, ha l'obbligo di andarci in sicurezza, ha il diritto di ricevere le cure azzerando i fattori di rischio. sono tutti sintomatici, ovviamente i sintomi che preoccupano di più sono quelli di mio padre, che insistono su un uomo drammaticamente fragile per ragioni di età. per adesso sta reagendo discretamente bene; a partire da oggi sta partendo, per tutti, l'inutile attività di tamponatura (inutile perchè saperlo non serve a nulla), tra drive-in ed usca, che chissà quando escono. ma ovviamente prima o poi avremo un dpcm che impedirà a chi corre o va in bici individualmente di farlo, obbligherà chi abita a novara di andare a trovare il partner a magenta (distanza 20 km) ma consentirà di farlo a chi abita a domodossola e il congiunto c'è l'ha a cuneo (250 km). e guai ad andare a fare la spesa di sabato o domenica e volersi comprare un libro, perchè troverai un nastro ad impedirtelo e se lo porti alla cassa rischi pure la denuncia. sono dei cialtroni, senza se e senza ma. non ci sono eroi, non ci sono ricette, non ci sono certezze. per questo ho trovato, trovo e troverò sempre irricevibili le certezze di chi passa la giornata - sui social non ne parliamo, lì è pieno - a cercare colpevoli, che chissà perchè poi sono sempre gli altri. per chiudere, io sto bene. so per certo che non c'entro nulla con il contagio dei miei, è altamente improbabile che possa avere a che fare con quello di mia figlia (la settimana scorsa ci siamo visti dal balcone, cioè lei sul balcone al quarto piano ed entrambi al telefono). faccio la mia vita, che è faticosissima perchè il lavoro va come potete immaginare. sto attento, certo, ma nel contempo mi sento tranquillo anche se so di essere a rischio perchè di gente ne vedo ed in giro ci vado. vivo come chi si sente immune salvo poi scoprire dieci minuti dopo di avere la febbre a 39. a ottobre ho corso 164 km, la settimana scorsa ho fatto 40 km. alcune uscite di soddisfazione, altre meno, ma tutte capaci di farmi stare meglio quando varco la soglia di casa. ormai sono 70 giorni che vivo nella nuova casa. a fine settimana mi arriverà il divano e ho deciso di mettere le tende ovunque, più per estetica che per reale necessità. in questa casa sto decisamente bene e mi sembra di starci da ben più tempo. domenica ho attaccato i quadri anche se in camera da letto uno è veramente storto. andiamo avanti, come sempre cercando di fare il meglio per me senza fare del male agli altri. buon proseguimento di settimana a tutte e tutti.

domenica 25 ottobre 2020

da casa mia a milano e ritorno

anche se questa notte ho dormito bene (brutto segno quando dormo bene: capita perchè le cose vanno molto bene o vanno molto male. provate a voi indovinare che sensazione stia provando per adesso tra le due.....), quando questa mattina ho messo le scarpette per andare a correre avevo l'impressione che non sarebbe stato semplice, a dispetto della bella giornata e dei benefici del cambio d'ora. questo non mi ha impedito di partire lo stesso, nella solita atmosfera stramba del periodo. arrivato sulla cassanese l'ho percorsa tutta o quasi in direzione milano, attraversandola all'altezza dell'esselunga sul ponte pedonale. ho puntato verso milano2 e poi ho costeggiato la tangenziale. pur non conoscendo la zona, ho capito che stavo entrando a milano e più precisamente al parco lambro, e così dopo un pò è stato. avendoci corso un pò di volte so che è meno semplice di quanto non si creda. ci sono infatti tanti strappi che lo rendono impegnativo. e lì le gambe e la testa mi hanno mollato, costringendomi ad un primo stop. sono ripartito, ho visto un punto che conoscevo e quindi ho capito come uscire dal parco per rimettermi nella strada che porta verso casa mia. lì sono iniziati un paio di km di merda, da una passerella che scavalca la tangenziale ad una strada in costruzione per finire in una zona commerciale. di sicuro non farò più quella strada, che farebbe passare la voglia a chiunque di correre. mi sono rimesso quindi in un tratto che percorro di solito, ma facevo veramente fatica, tanto che per qualche centinaio di metri ho persino camminato. ma alla fine ho ripreso a correre (oddio, correre si fa per dire) e decisamente stremato sono arrivato a casa. 15,02 km in poco meno di 1h31', a 6'03" al km. una vera fetecchia ma giornate così capitano ed i motivi possono essere tanti, compreso il fatto che questa era la quarta uscita della settimana e avevo già corso venerdi sera sotto la pioggia, oltre ad avere fatto ieri pomeriggio una lunga passeggiata di 5 km. e comunque questa settimana ho fatto quasi 39 km, che non è male. d'altronde si sa, la corsa è l'unica cosa che mi rimarrà da stasera. fino al prossimo dpcm almeno. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

giovedì 22 ottobre 2020

22 ottobre 2020

ho azzerato la socialità. è una sorta di semi isolamento volontario. lavoro, corro e non faccio altro. sarò noioso, ma questa non è vita, perchè non si può esistere in funzione del lavoro e basta. è vero, c'è (un minimo) di senso di responsabilità in questo. ho un contatto personale covid ma sono ormai passati 12 giorni e se non mi è venuto nulla vuol dire che sono immune, asintomatico o semplicemente forte, perchè per la tipologia di contatto era impossibile non prendere qualcosa. che poi non è neanche detto, perchè il contatto ha rifiutato di farsi il tampone, per una serie di ragioni che potete anche immaginare. perchè sembra che ci sia solo il covid adesso, e non è così. leggevo di un medico suicida per ansia da covid. che venga annoverato anche lui tra le vittime covid, diamogli il giusto riconoscimento. mia figlia ieri sera mi diceva di avere tosse, che la sorellastra è in attesa di tampone ed era preoccupata. non per il contagio, ma per quello che comporta a sè e agli altri la quarantena che potrebbe scaturire. stessa cosa ho sentito questa mattina a proposito del figlio di una mia amica. questo fa capire perchè la dimensione reale del contagio sia decisamente superiore ai dati ufficiali, dati che stanno mettendo in ginocchio l'economia prima che i nostri ospedali. e comunque non giudico, perchè io prima cerco di capire e poi eventualmente dico la mia. da oggi inizia in lombardia il coprifuoco, da lunedi la didattica a distanza. che tanto la scuola e l'università a chi importano? dovrebbero essere le ultime a chiudere, sono le prime. lo scrivevo a marzo, non ne usciremo meglio ma per niente. emerge un egoismo infinito in questa fase. su tutti, va detto, quelli che vogliono chiudere e chiudersi in casa, e lo ripeto anche se darà fastidio all'amica alahambra. basta leggere i social, la violenza e la veemenza che esprimono è estrema. e non so neanche se loro siano "garantiti" o meno. certo mi aveva dato molto fastidio il mese scorso sentire una compagna di squadra raccontare di quanto fosse felice nel fare lo smart working, mentre a me prendeva male l'idea che la grande azienda in cui lavora, nei cui uffici stavano in centinaia di impiegati, era pressochè deserta. sì, era felice: perchè non deve fare la trasferta casa-ufficio, perchè dorme un'ora e mezza in più, perchè non compra abiti nuovi, un pò di trucco se c'è qualche conference, perchè può godersi marito e figli, perchè fare sport è più facile, perchè c'è il giardino ecc ecc ecc..... che poi l'addetta della sua mensa sia in cassa integrazione, se non a casa licenziata, beh quello sì certo, hai ragione...vabbè parliamo d'altro. fastidiosissima l'informazione. questa mattina esce una intervista al corriere ad un epidemiologo. titolo macabro, di quelli che escono fuori quando si intervistano cassamortari quali galli e crisanti. solo che l'intervista, che diceva comunque poco e niente perchè tutti gli esperti non ci stanno capendo una beata minchia, era in realtà decisamente equilibrata e certamente non catastrofista. solo che il titolo pessimistico rende molto di più, non c'è un cazzo da fare. qua e là, anche in base ai provvedimenti che si stanno prendendo piuttosto che a certe indicazioni di conte, sembra emergere che i soldi stiano finendo. i dati di debito pubblico sono aumentati più del previsto, le entrate fiscali meno del previsto. quello che i pasdaran chiamano la follia d'estate ha provocato un rimbalzo del 12 e rotti % del PIL. ma tranquilli, a giorni arriverà di nuovo il lockdown. divano e netflix, cosa si può volere di più? 

domenica 18 ottobre 2020

17 e non 21

miei cari (e pochi) lettori, credo che anche da voi la situazione non sia delle migliori. ma per quanto brutta non potrà mai essere come in lombardia o nelle regioni che abitualmente batto per lavoro. onestamente credevo (o speravo?) che con l'estate ci fossimo messi alle spalle il peggio. ed invece siamo solo a metà ottobre e contagi, ricoveri e (ahimè) decessi sono tornati a salire. certo, non mi stancherò mai di dire che l'assenza di informazione sulla qualità del contagio mi fa sorgere più di qualche dubbio. così come non appoggerò mai un governo che decide quale sia una attività essenziale o meno. io sono un liberale anche in epoca di coronavirus e odio il concetto di stato etico. si comincia con le estetiste e le scuole calcio e non si sa dove si va a finire, oltre che ritenere decisamente vuota una vita basata solo sul lavoro. vi risparmio la fatica che ha caratterizzato la mia settimana lavorativa e la pochezza del fine settimana. ho anche un contatto personale che ha chiari sintomi da positività. sono passati più di 8 giorni e non mi è successo ancora nulla, vuoi vedere che veramente sono immune a causa della famosa influenza dello scorso marzo? andare al ristorante era la sola cosa che ci rimaneva, adesso ci sottrarranno pure questo. qui non si tratta di essere "lucchettari" o "negazionisti". qui in pochi capiscono che prima della morte c'è la vita, e questa cosa ha un valore superiore al tribuno di vite umane, anche pesante, che potrebbe scaturire.

questa mattina almeno volevo correre. e avevo un obiettivo, fare una mezza maratona ovvero correre 21 km. cosa che non avviene da inizio febbraio, quando feci la mezza a vittuone. dopo il lockdown ho corso e fatto distanze anche impegnative, soprattutto in rapporto al percorso, vedi la sgamelaà e la salomon. ma fare 21 km, possibilmente in una unica soluzione, non mi era ancora successo. la prima difficoltà era stabilire il percorso. sulla martesana sapevo cosa fare: uscivo da casa e iniziavo a correre sul naviglio. qui è diverso, le ciclabili garantiscono una decina di km di percorso comodo, ma di più no, a meno che non si faccia il criceto. domenica scorsa ero arrivato nella famosa milano2 di berlusconiana memoria, oggi sono andato oltre superando il san raffaele. ma come volevasi dimostrare sono andato dove non dovevo andare, ovvero sulla statale padana superiore e posso assicuravi che correre con le macchine che ti sfrecciano a fianco non è bellissimo. riesco a trovare un'altra ciclabile, vedo le frecce che portano alla mia nuova cittadina e mi immetto su una strada tranquilla, per poi arrivare alla ciclabile della statale che abitualmente percorro con la differenza che è dall'altra parte. faccio il ponte pedonale vicino alla mia nuova esselunga e vado verso casa. sono tra i 13 e 14 km ed inizio a sentirli. capisco che non sarà semplice farne 21. entro nel parco della cava, provo ad accelerare ma non mi riesce particolarmente bene. un sedicesimo fatto sopra i 6' al km mi fa capire che va bene così. chiudo con 17 km fatti in 1h39'35", a 5'51" al km. che va benissimo, anche perchè il percorso di oggi, così come quelli che faccio da quando abito qui, è più impegnativo di quello del naviglio. detto ciò, aspettiamo di capire dal presidente conte quanta libertà ci sottrarrà. perchè, lo ripeto, prima della morte c'è la vita. 

sabato 10 ottobre 2020

avevo pensato

che mio papà potesse morire per una malattia. che so, un tumore, un ictus, una complicanza del diabete. vederlo invece spegnersi di testa è una cosa che faccio fatica ad accettare. soprattutto con questa rapidità. e sono preoccupato anche per mia mamma e per la sua testardaggine che rifiuta ogni aiuto. anche parlare con mia sorella non sembra portare soddisfazione, anzi non la capisco molto. è però bello vedere mia figlia vicina a me, a noi, in questo momento. speriamo che questa cura porti qualche risultato, ma ne dubito. nel frattempo, ieri sera 11 km fatti in meno di un'ora, a 5'27" al km. buona notte a tutte e tutti.

martedì 6 ottobre 2020

6 ottobre 2020

non scrivo da una decina di giorni non perchè non siano successe cose ma semplicemente perchè non ho tempo di raccontarle. il lavoro mi sta prendendo tantissimo e mi fa fare anche sogni inquietanti. per dire questa notte ho sognato che venivo trasferito nelle marche, grosso modo dalle parti di ancona,  ed ero lì che mi facevo i calcoli per capire come sarei potuto tornare verso casa per andare a trovare i miei affetti. subito dopo ho sognato un ex collega di sette anni fa, solo che eravamo entrambi vestiti come rapper americani degli anni '90, roba tipo public enemy o run dmc. purtroppo quest'anno porterò a casa ben poco. cioè, se porto a casa che continuo a lavorare è un successo enorme. e se non dovesse succedere, e vabbè che cazzo più di quello non possono farmi. dal punto di vista runneristico cerco di fare del mio meglio anche lì. sabato pomeriggio ho trovato una 10 km che in tempi normali non avrei mai fatto. si è trattato della strabresso, corsa non facilissima perchè era una curva continua e diversi strappi e/o rampe. complice anche il caldo alla fine l'ho corsa a 5'32" al km. mi ha fatto piacere non essere da solo, non tanto nella corsa ma nel fatto di aver portato con me una persona un tempo poco avvezza all'attività fisica e che si è positivamente cimentata nel fare l'anello dei 5 km. la sera ho inaugurato per la prima volta un ristorante della ridente località in cui ora mi trovo ad abitare e devo dire che si è mangiato bene. la sera dopo ho replicato, ma il ristorante lo conoscevo - questa volta a milano - e si è mangiato bene ma soprattutto troppo. a scopo precauzionale e/o preparatorio nel pomeriggio mi ero fatto 9 km sotto la pioggia. si aggiunga che avevo passato prima almeno 5 ore a sistemare casa, ragion per cui quel troppo è stato in qualche modo ammortizzato. sono di fronte a due scelte, o meglio devo scegliere tra due situazioni: entrambe hanno dei pro e dei contro. entrambe mi costringeranno ad impegnarmi un pò di più del solito e di certo una escluderà l'altra, e se vogliamo è anche un peccato. non parlo poi di mio papà o di mia figlia, che sennò non ne esco più ed in fondo questo post viene scritto solo per ricordarvi che ancora ci sono. di sicuro in questo momento l'adrenalina non manca. me ne accorgo dal fatto che quando metto la testa sul cuscino mi addormento subito. voi direte, ma non dovrebbe essere il contrario? boh, a me fa questo effetto, che posso dirvi d'altro?

domenica 27 settembre 2020

ho visto tantissima gente felice - la "nostra" salomon running

innanzi tutto, un enorme plauso a chi ha avuto il coraggio ed anche un pò di incoscienza nell'organizzare la salomon running, l'urban trail più famoso d'Italia. già, perchè si dice (ed è vero) che milano è una città pianeggiante. ma milano ha una sua "montagna", il monte stella, per tutti abbreviato in "la montagnetta". è "alto" 50 metri, ma soprattutto non è una montagna, ma un rilievo artificiale sorto nel dopo guerra per raccogliere le macerie dei bombardamenti. per chi volesse approfondire questo è il link che ne racconta la storia. è zona di allenamento, ed anche molto tosto, per tanti runner e ciclisti milanesi. io però non ho mai corso lì, semplicemente perchè si trova dall'altra parte della città, e questo anche quando abitavo a milano. così come non avevo mai corso la salomon running, preferendo sempre altre corse che si svolgono nel periodo. ma quest'anno era tutto diverso. la gran parte delle gare è stata annullata. ad agosto ho fatto la sgamelaà, nel rispetto delle normative covid. due settimane fa c'è stata la mezza a monza, che però ho saltato perchè impegnato nella 12x1. questa salomon running era attesa da tanti di noi anche per il suo valore simbolico. seppure in forma ridotta (18 km contro gli oltre 20 nelle edizioni precedenti) si correva a milano, città che ancora adesso sta pagando un tributo enorme al coronavirus e non parlo solo di contagio, dato che la metà dei bar, dei ristoranti e dei negozi del centro sono chiusi. ieri quando sono andato a prendere il pettorale vedevo questi tre bellissimi grattacieli, simbolo della milano autentica città multiglobale, che so essere in settimana semivuoti, visto che la maggior parte delle persone sono in smart working, questa orrenda cosa che rende i lavativi ancor più lavativi e frena i consumi che sono il motore della nostra economia. ci siamo fermati anche a pranzo, perchè mi piaceva l'idea di spendere, proprio per le ragioni di prima. termoscaner un pò ovunque, anche per ritirare il pacco gara ed il pettorale (a proposito clorinda, per essere una gara milanese il pacco gara era persin troppo ricco!). un clima non bello, diciamolo. c'è aria di lockdown in giro, per molti un timore per alcuni (coglioni) speranza. questa mattina mi sono presentato non prestissimo a citylife, cosa che è un pò strana in effetti. come sempre ho visto tante facce amiche e qualcuna è stata in passato anche un pò più di amica. code ovunque ovviamente: coda per il deposito borse, coda per accedere ai wave, coda per la misurazione della febbre. nel frattempo, un gran freddo giunto ieri all'improvviso. ma non ho rinunciato alle maniche corte, integrate solo da un paio di manicotti che scaldano che è un piacere. ero nella ultima wave, ognuno sopra il suo bollo per terra per garantire la distanza con gli altri. partenza con obbligo di mascherina per i primi 500 metri. dopo qualche km l'elica del portello, che faccio direi bene, sia in salita che in discesa. poi un pezzo di milano che non capisco, a dimostrazione di quanto poco conosca quella zona, poi dal settimo/ottavo km costeggiamo il campo xxv aprile, centro sportivo per eccellenza dell'atletica milanese ed entriamo nel monte stella. e qui iniziamo un 4, anzi direi forse 5 km veramente incredibili. solo sterrato, salite e discese continue e addirittura un punto in cui per passare si è dovuto utilizzare una corda. ma il bello è che quando credevo fosse finito si ricominciava con le asperità. ma come mi ha fatto notare qualcuna, percorso molto sì impegnativo ma mai noioso. dal tredicesmo km ci si è indirizzati nuovamente verso citylife, percorso più facile ma ogni tanto qualche rampa, qualche passerella usciva fuori. molto bello, nella parte finale, l'ingresso ed il giro nel velodromo vigorelli, un'altra pietra miliare dello sport milanese. le gambe erano affaticate, ma la testa mi diceva di non mollare. d'altro canto, non mi sono mai fermato in questa salomon. solamente in alcuni punti e a volte causa atleti davanti ho camminato. un giro nelle scale dello shopping center ed ecco il traguardo. fermo il gps per constatare di aver fatto 17,89 km in 1h50'01", a 6'09" al km. credevo di metterci un pò meno, è vero, ma credevo anche fosse meno difficile questo trail! all'arrivo aspetto chi arriva dopo di me, poi saluto e prendo la metro per rientrare a casa o meglio all'auto lasciata a lambrate. in metro ho postato le solite foto del prima e del dopo gara. il commento più bello però lo lascia una mia amica. "ho visto tantissima gente felice". ed è così, oggi i runner milanesi (e non solo loro) si sono ripresi la loro città, alcuni luoghi simbolici ed hanno lanciato un messaggio anche di speranza: si può tornare a correre usando accortezze e precauzioni. che i rischi non scompaiono, sia chiaro. ma non possiamo stare a casa, non possiamo non vivere la nostra vita. un pò di attenzione in più, qualche norma in più, un pò di pazienza in più, anche quando tutto sudato e col vento ti tocca aspettare mezz'ora per ritirare la borsa al deposito. oggi abbiamo vinto tutti. perchè a noi piace correre, perchè correndo si va avanti.

venerdì 25 settembre 2020

may the force be with you

è un periodo in cui mi sento forte, tanto forte. e questo nonostante ci sia da affrontare, per la mia famiglia, una prova non semplice legata a mio padre. dopo un più che giustificato panico iniziale abbiamo preso le misure, nella migliore tradizione familiare che ci ha visto compatti nel momento del bisogno. essere forti però non significa essere di plastica. ieri pomeriggio una mia amica (vabbè, amica, sapete cosa penso dell'amicizia tra uomo e donna....) al telefono mi ha detto che non mi aveva mai sentito così. certo, perchè non si può essere impassibili di fronte al rischio di perdere una persona cara. mi sta piacendo vedere anche mia figlia vicina in questo momento, cosa che non è nè scontata nè banale. altra cosa che mi piace è che non emetto giudizi. ieri sera avevo letto qualche titubanza in una persona nel raccontarmi una storia, forse per timore del mio giudizio. che non c'è stato, nel senso che ho espresso il mio parere e le possibile conseguenze naturalmente evitando però - in modo sincero, credetemi - di emettere alcun verdetto. lo stesso mi sta capitando nei confronti di persone che si sono avvicinate o nei confronti di persone che, al contrario, si sono allontanate. certo, non è che io non abbia un pensiero a riguardo. può anche essere che dentro di me non ci sia condivisione. ma non deve mancare mai la tenerezza. "sai francesco, ti vedo tanto cambiato". si, lo so. si può invecchiare male e si può invecchiare bene. io molto probabilmente vivo la seconda cosa, fortunatamente. non voglio convincere nessuno, non voglio giudicare nessuno, non voglio farmi vincere dalla paura. cosa che ad esempio in questo periodo di coronavirus sta emergendo. a volte mi sembra di vedere una sorta di costruzione teorica attorno a questa figura di uomo impaurito, asociale, refrattario al contatto con la vita. si, qualcuno sembra lavori per modellare questo tipo di umanità. una roba da brividi, oggettivamente. mercoledi sera ho cenato in liguria, dove mi trovavo per lavoro. accanto a me un tavolo con tre amici che hanno iniziato fin da subito a litigare, peraltro per una cazzata da niente. ad un certo punto uno dei tre, che l'avevo inquadrato subito come svalvolato, ha iniziato ad inveire contro chi gli era di fronte, si è alzato, ha rovesciato la roba sul tavolo e con due imprecazioni se ne è andato. cinque minuti dopo una bionda da urlo, vestita come l'immagine del peccato tanto che credevo fosse una escort si muoveva attorno al tavolo. immaginavo un contatto, visto che quello è un ristorante dove mangiano uomini soli in giro per lavoro. ragazza stupenda ma avrei declinato. ed invece dopo un pò l'ho vista piangere a dirotto e dire qualcosa ad un cameriere. dopodichè sono spariti e non sono più ritornati. mi è rimasta l'immagine di questo pianto associato ad una minigonna inguinale con sottostante stivale al ginocchio con tacco (minimo) 12 cm. la settimana lavorativa è stata decisamente impegnativa, ma se parlo anche di questo non mi passa e non vi passa più. un saluto globale a tutte e tutti.

domenica 20 settembre 2020

sabato, domenica e i giorni precedenti

ho fatto doppietta tra sabato e domenica. niente che abbia a che fare col sesso, bensì di semplice uscite di running. ieri sono stato coinvolto da una mia amica nel partecipare ad un allenamento collinare di gruppo, iniziativa nata dalla volontà degli organizzatori della salomon running che ci sarà domenica prossima sotto l'egida di sport specialist. ci siamo trovati a sirtori, nel parcheggio del negozio, e già solo il riscaldamento per arrivare al punto di partenza mi ha fatto capire che ci sarebbe stato da impegnarsi. ci hanno divisi in gruppi a seconda del ritmo a cui si corre normalmente. ognuno decideva quanti "anelli" fare, dove per anello si intende un giro collinare di 4 km fatto da una salita ripidissima ed una discesa altrettanto impegnativa. io ne ho fatti due, il primo abbastanza bene, il secondo meno positivo per quanto riguarda la salita, ma accettabile per la discesa dove ormai corro senza paura. pur non essendo una tapasciata alla fine sport specialist e gli organizzatori ci hanno omaggiato di uno zainetto con dentro robe tipo bottiglietta d'acqua, cerotti per i dolori, caramelle e tarallucci. beh insomma, neanche male. dopo l'allenamento siamo andati a berci qualcosa e ho avuto modo di conoscere una amica della mia amica, che è stata semplicemente campionessa del mondo di 100 km una vita fa e che ancora oggi corre, a 50 anni, come una scheggia. mi ha invitato a correre con loro questa mattina sull'adda. ma ho declinato, per due motivi: il primo è che le sarei stato dietro per 100 metri e non di più, il secondo è che anche la mia squadra questa mattina ha (finalmente) organizzato una tapasciata autorganizzata sia per runners che walkers, 12 km per i primi, 8 per i secondi. dico finalmente perchè secondo me siamo troppo cauti per adesso, e occorreva muovere un pò le acque. alla fine eravamo poco meno di 30, neanche tanti lo so, però da qualche parte bisogna iniziare. io mi sono messo nel gruppo più letto, anche perchè dopo ieri di correre forte non c'erano le possibilità. ogni tanto acceleravo, ma poi mi fermavo ad aspettare gli altri. soprattutto, dopo due km sono finito disteso per terra che ho inciampato nel marciapiede della ciclabile. cioè, non cado in montagna e mi deve succedere nel perfetto piano! vabbè, qualche escoriazione ma poco male. dopo la corsa, il solito nostro terzo tempo, dove si beve e si mangia. noi siamo questo, la cifra sportiva viene dopo il resto. accettateci per quello che siamo. 

per il resto...beh, lunedi c'è stato il rogito della mia casa di milano (anzi, non più casa di milano). che è una notizia positiva, perchè dopo avere speso e basta in questi mesi si è pure incassato ed il conto corrente ringrazia. un paio di giorni prima ero andato a prendere veramente le ultimissime/ultimissimissime cose in casa. non mi ha fatto alcun effetto, prese, chiuso la porta e via. vuol veramente dire che non mi apparteneva più da tempo. per dire ieri mattina, per andare a prendere e poi lasciare la mia amica, sono passato lì davanti. anzi al mattino ho visto il portinaio che scopava per terra. zero, veramente zero effetto. ecco, mi piacerebbe correre sulla martesana magari o anche semplicemente passeggiare sul naviglio. ma non ha importanza alcuna, veramente. nella nuova casa prosegue l'attività di "riempimento". non so se l'ho già scritto, ma ho preso il divano (anche se arriverà da metà ottobre in poi), venerdi sera ho fatto finalmente un appuntamento come si deve in uno showroom di sanitari dove ho trovato vera consulenza (magari perchè lì lavora un mio compagno di squadra?). certo, la roba costa più che da leroy merlin e neanche poco, ma non me ne frega niente. appena mi arriva il preventivo a meno che non sia esageratissimo lo controfirmo per accettazione. ieri pomeriggio ho preso un mega specchio all'ikea, che finito questo post andrò a montare. l'ultima cosa che ho preso all'ikea gliel'ho riportata indietro. ma speriamo che oggi non sia così !!!!!

domenica 13 settembre 2020

notte in pista, PB sui 10 km

dopo essere stato via per lavoro due giorni e mezzo ed essere rientrato alla base sabato all'ora di pranzo, ieri sera c'è stato praticamente il debutto in pista nella mia vita, sicuramente se pensiamo al concetto di "gara". ma gara non era, ma semplicemente l'idea di un gruppo amico della nostra zona che con il solito ottimo dispiego di forze organizzative ha messo in piedi una 12 ore notturna nello stadio comunale dotato di pista di atletica. ogni squadra invitata doveva portare atleti in grado di gareggiare almeno un'ora. naturalmente c'era l'aspetto ludico, con tanto di griglia per fare la carne e bottiglie a tutto andare. io ho corso relativamente presto, ovvero alle ore 23. correre in pista sicuramente è più facile rispetto alla strada, se poi la pista è ottima come quella di ieri sera risulta ancora più facile. questo avrebbe potuto significare andare bene, nonostante il caldo un pò oltre righe per essere in una serata di metà settembre. le gambe me le sentivo bene, così come lo stato di forma complessivo. a parte il primo km dove come al solito vado un pò a razzo, tengo un andamento costante. di grande aiuto l'incitamento dei compagni. alcuni di loro si mettono a correre un giro di pista accanto a me. il gps mi vede andare poco oltre i 5' al km. quando supero l'ottavo km sento che è possibile superare il mio PB sulla distanza dei 10 km, che resiste dal 2015 ed è il più antico dei miei "record". siamo lì, ma veramente lì. faccio il nono km a 5'03" e a questo punto sento che è fatta. quando arrivo al decimo km non posso bloccare il gps perchè devo arrivare all'ora di corsa, ma so di avere raggiunto il risultato. a quel punto mollo un pò, perchè sono stanco. chiudo la mia ora di corsa, che poi sono 59'41", avendo percorso 11,55 km, a 5'10". solo quando arrivo a casa però posso capire se è stato record sui 10 km. e così è, avendoli fatti in 51'21", a 5'08" al km, praticamente una trentina di secondi in meno della mia migliore precedente prestazione. certo, la pista aiuta. secondo me "regala" 10" al km, non meno. ma le gambe bisogna comunque metterle, senza se e senza ma. dopo la corsa sono stato con gli altri fin oltre le due, poi sono dovuto andare via che oggi avrei da fare una roba per il lavoro, di cui non ho nessuna voglia. ma trattasi di dura realtà, e bisogna fare di conto. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

mercoledì 9 settembre 2020

come il vecchio blog

chi mi conosce e mi legge, chi mi conosce e mi ha appena letto, sa che stasera è una serata un pò così. non è una serata triste. anzi, non è per niente una serata triste. mi trovo a casa, a guardare le cose con una prospettiva diversa, ma diversa in tutti i sensi. oggi pomeriggio ho avuto conferma che avevo ragione alla grande, su una cosa tutto sommato importante. e ma francesco, devi capire di più le situazioni dai. ed invece adesso, a distanza di tempo, si scopre che la ragione era totalmente dalla mia parte. avere ragione non serve a nulla nella vita però. me ne ha date tante ma sapessi quanti gliene ho detto, diceva totò grosso modo qualche anno fa. dicevo, è una serata un pò così. penso al passato. penso che il passato mi ha riservato tante cose. alcune brutte certo, ma altre belle, talune persino bellissime. non capirò mai, voi lo sapete, chi decide di stare male. faccio fatica a capire come deliberatamente si possano fare scelte ad minchiam nella vita. io ogni volta che scopro di fare una cazzata mi arrabbio all'inverosimile con me stesso. e mi riprometto di non farla più. con ottime probabilità di riuscita. tutto è imperniato sull'amore. anche stare lontani dall'amore è una scelta d'amore. anche amare male è una forma di amore. stasera ho detto a mia mamma che sbaglia a rapportarsi con me nel suo modo. ma è difficile non pensare che mia mamma non provi per me amore. è tutta la sera che ascolto musica rigorosamente italiana. e da quanto tempo che non passo una sera ad ascoltare musica? come può essere che stasera riesca ad apprezzare in contemporanea calcutta, coez ed achille lauro? anche se, chi mi conosce e mi ha appena letto sa che tutto è partito da una canzone dei marlene kuntz. e non posso non scrivere nuovamente nella blogosfera che io e godano giravamo negli stessi posti negli anni '90 e che guardava le generose tette della mia ragazza. che un brivido è sempre un brivido, a qualunque età. e che non si può deliberatamente sbagliare, ma questo l'ho già scritto. domattina mi devo alzare presto e tornerò dopo due giorni e mezzo. poi farò una cosa che alla mia età non ha senso. parlo di sport, che credete. ma in questo momento sono in forma, come raramente lo sono stato. me lo ha anche detto il medico stasera. tutto questo aiuta a non essere tristi. bello questo post che sembra un post del vecchio blog no?

venerdì 4 settembre 2020

to the new/4

quando cambi casa si sa che cambiano punti di riferimento. alcuni sono semplici, altri meno. per cui che fai se devi tagliarti i capelli, se non andare dal tuo solito parrucchiere di quartiere, che peraltro ha il tuo stesso cognome? e se ti si accende la spia dell'olio, vuoi non recarti dal meccanico da cui porti l'auto da oltre 10 anni? oggi un altro pezzo della casa vecchia se ne è andata, ma soprattutto ahimè è sorto l'ennesimo problema domestico (anzi, ne sono sorti due: uno grosso, l'altro piccolo ma fastidioso). non sono scaramantico, non credo al karma, ma la vecchia casa mi sta impegnando fino all'ultimo e veramente oltre misura. vabbè, si risolveranno anche queste cose dai. ho corso solo due volte questa settimana, lunedi sera (con profitto) e ieri mattina (con minore profitto). ho voglia di iscrivermi a gare. a settembre ce ne sono due, nel rispetto delle normative covid. non potrò fare la mezza di monza, ma conterei di fare la salomon city trail a fine mese (ormai sono un trailers a tutti gli effetti!) che è una roba che non ho mai fatto ma ha un suo fascino visto che attraversa le "vette" di milano, dal monte stella all'allianz tower, anche se non so se quest'anno sia effettivamente così. nella casa nuova sono ancora abbastanza in alto mare, ed alcuni acquisti da fare - assolutamente essenziali - sono meno semplici del previsto. dicevo all'inizio, la vecchia casa. questi sono i segni lasciati dalla mia presenza di questi anni. in fondo anche la polvere definisce le cose. buon fine settimana a tutte e tutti.


sabato 29 agosto 2020

to the new/3

posso dire che il trasloco è ufficialmente finito circa tre ore fa, quando ho preso le ultimissime cose rimaste, che voglio elencarvi tutte: 3 cuscini, un lenzuolo, tre bacinelle, diversi vasi vuoti, un peso di 6 kg. in contemporanea una ragazzotta aiutata da un paio (spero, che se ha dovuto pagarli faccio fatica a capire il senso) di amici mi ha comprato il mobile/libreria del soggiorno. cosa che mi ha sollevato per due motivi: il primo è che mi ha fatto mettere in tasca qualche euro, il secondo è che mi ha evitato una bella rottura di coglioni. la settimana prossima verranno a prendersi la camera da letto, affidata ad un mercatino dell'usato in conto vendita, e qui dovrò pagarmi lo smontaggio/ritiro. la cucina, l'arredo bagno e gli armadi dell'ingresso fanno parte del prezzo di acquisto del mio bilocale. vedere la casa così vuota non mi ha fatto particolarmente effetto. ma sicuramente mi ha reso totalmente certo della bontà della mia scelta. 12 anni fa quando feci l'ingresso quella casa rappresentava quello che ero. innanzi tutto un uomo più giovane, che aveva maggiore necessità di essere vicino alla vita e di caratterizzarsi in un certo modo. lo chiamavo il bilocale almodovariano, in onore dei tanti gay e personaggi che lo abitavano. oggi mi risulta un appartamento in uno stabile di 60 anni i cui condomini non hanno alcuna intenzione di mettere mano al portafogli per efficientarlo. le diverse donne (qualcuna, mica una caterva) che hanno dormito da me in questo periodo non gli trovavano difetti. solo l'ultima, forse perchè un pò addetta ai lavori, li ha notati e a ragione. è stato il motivo per cui ho deciso questa volta senza incertezze di cambiare casa, che era un 3 anni che ci pensavo. in questi 12 anni fa non ho fatto alcun tipo di lavoro e questo significa che la casa è oggettivamente peggiorata, ma questo lo sapevo da almeno 3 anni, proprio gli anni in cui mi guardavo intorno. sarebbe stato necessaria ristrutturarla e alla fine è andata bene così. così come è andata bene per quanto riguarda il prezzo di vendita. sì, in zona cercano di spuntare qualche migliaia di euro in più per soluzioni analoghe, ma secondo me invano e la mia impressione è che in zone come la mia da settembre ci possa essere una dinamica in discesa dei prezzi. certo, mi spiace lasciare la zona ma devo dire che mi sono subito ambientato nella nuova casa, in cui abito da 6 giorni. questa settimana l'ho interamente dedicata al trasloco, che ho fatto da solo con l'unica eccezione di un valentissimo aiuto datomi da un amico e dal suo fiorino scassato mercoledi, una roba che sembravamo due latinoamericani tanto è il culo che ci siamo fatti. mi sono venuti i muscoli, ma ho anche qualche livido e graffio qua e là, giusto per farvi capire l'antifona. adesso devo aspettare solo il rogito della casa di milano, che per adesso sto solo sui costi.

ho anche corso tre volte, cercando di capire come orientarmi. per carità, di andare è andata, ma nulla di paragonabile con la martesana. martedi sono andato all'idroscalo, ma seppur con un percorso protetto è meno vicino di quanto sembri. e comunque l'idroscalo devo ancora capirlo. ho fatto due uscite urbane e qui forse è meglio del previsto. qua infatti sono molto avanti con le piste ciclabili (d'altronde questo è un comune ricco) e questa mattina ho fatto quasi 10 km senza incrociare praticamente mai auto e semafori. quando tornerò più in forma proverò però l'ebrezza di partire da casa e raggiungere la martesana a vimodrone (che saranno almeno 8 km da qui), ma per ora non è il momento.

detto questo vi auguro un buon fine settimana. attorno a me solo scatole e roba sparsa qua e là. prima o poi sistemerò tutto. prima o poi.

lunedì 24 agosto 2020

Sgamelaa + la prima (vera) sera nella mia nuova casa

come avevo precedentemente scritto anche quest'anno - non appena ne sono venuto a conoscenza dal tam tam dei runner - non ho voluto mancare alla sgamelaa, tradizionale corsa in montagna che si svolge in val vigezzo, nell'alto vco (dove vco sta per verbano cusio ossola). certo, quest'anno non erano previsti i quasi 26 km dell'anno scorso, che affrontai stoicamente visto che ero semi infortunato e con pochissimi km percorsi ad agosto. l'emergenza covid ha modificato il format e bisogna fare il plauso agli organizzatori, che sono stati bravissimi. ma andiamo ordine: la prima novità è che si è trattato di una gara cronometrata ma con partenze scaglionate. tre file interminabili a disposizione dei quasi 550 iscritti, e le partenze in ordine di pettorale di iscrizione. il primo è partito alle 10, il sottoscritto alle 10.14. percorso più breve, anzichè partire da santa maria maggiore il gonfiabile di inizio gara è stato messo a toceno. questo ha significato tagliare la terribile salita collocata dopo pochissimi km, un autentico troncagambe. ma da toceno in poi il percorso mi è sembrato grosso modo lo stesso. quest'anno ero decisamente più forma. bene o male sto correndo dai, nonostante il caldo e le incombenze del trasloco. sono partito il giorno prima, grazie all'ospitalità di un amico che ha la casa a poche centinaia di metri dal punto di ritrovo. cena con tre runner di una società di cui conosco tanti iscritti, alle 23.30 a nanna e con un bel sonno ristoratore. al mattino il punto di ritrovo era confermato a santa maria maggiore: ritiro del pettorale e del pacco gara con sufficiente distanziamento e classiche foto di rito. quindi con mascherina d'ordinanza abbiamo preso la navetta per toceno. mascherine che bene o male abbiamo cercato di tenere anche nell'attesa dello start. quando sono partito le gambe le ho sentite abbastanza bene. il tratto iniziale è in discesa e voi direte "grazie al cazzo" che le sentivi bene. eh no amici miei, perchè al terzo e quarto km la discesa è una serie infinita di scalini in ciotolato decisamente ripidi e scoscesi, dove cadere è un attimo. e visto che io non sono uno di quei pazzi che lottano per la vittoria ho dovuto per forza effettuare una corsa frenata. il quinto e sesto è una salita ripidissima in mezzo ai boschi, dove si può al massimo camminare in maniera sostenuta. poi quattro km di asfalto e sterrato, per lo più in discesa e poi altri sei km misti, più in salita che in discesa. la sgamelaa era annunciata per 16 km, ma io sapevo che sarebbe stato ben più lungo il tracciato. il 16esimo è arrivato sul gps che ancora non ero entrato nella zona dei campeggi e della piscina. a quel punto ero bello che cotto ma ho tirato fuori l'energia residua per arrivare al traguardo. alla fine della fiera sono stati 16,94 km (17 praticamente) fatti in 2h02'20", a 7'13" al km. che per me è tantissima roba, visto che alle spalle ne ho lasciati ben 150, cosa che non capita neanche nelle gare su strada. dopo di che tutti a pranzo in un ristorante del posto, con menu a base di prodotti tipici. 

dicevo, tanta fatica per adesso col trasloco e le varie incombenze delle due case. solo oggi avrò fatto sei scatole e tre valigie. però da stasera dormo in maniera "seria" nella nuova casa. ho già fatto qualche notte qui, ma questa sera è diverso. perchè anche se mancano tantissime cose (a titolo di esempio: qualunque tipo di arredo del bagno, il tavolo, la televisione, delle sedie decenti, un divano e l'elenco potrebbe prolungarsi a dismisura) stasera ho fatto la spesa, ho cenato (neanche peggio di come avrei fatto nella precedente casa) ma soprattutto ho preso confidenza con le distanze, con i rumori, con gli spazi. e devo dire che stasera la sento veramente "casa mia". sia chiaro, domani tornerò nella vecchia, e ci tornerò pure mercoledi e sabato, e forse anche giovedi. sempre per motivi diversi. sono stupito di quante cose contenesse il mio bilocale: non avete idea di quante ho buttato e di quanto ancora butterò. insomma, la fatica ancora è tanta ma sono confidente, tutto prenderà forma. buon proseguimento d'estate a tutte e tutti.

giovedì 13 agosto 2020

13 agosto

sono ufficialmente in ferie. e già questo suona stranissimo, che sono certo di non essere mai stato al lavoro fino a questa data in vita mia. ed in verità l'ho anche chiusa con una trasferta di lavoro di due giorni in territorio ligure, confidando nel fatto che lì i miei clienti lavorassero a quasi pieno regime. illusorio, questa doveva essere l'estate della grande ripresa lavorativa, non ho mai visto le località turistiche così affollate e non ho mai visto milano, in cui sono tornato da qualche decina di minuti, così vuota negli agosti passati. è l'ennesima prova che questo è un paese con una ricchezza privata straordinariamente significativa e con una modestissima propensione al lavoro. tutti a piangere e a fare i pezzenti in coda alla caritas (le partite iva alla fameeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!) durante il lockdown, gli stessi - ne sono certo - a farsi selfie da postare sui vari social nelle più disparate località di mare e non solo, ovviamente con attività lavorativa bellamente chiusa. questi due giorni potevano essere uno insomma. alla fine è stato un giorno ed un pezzetto. e siccome questa cosa la sapevo fin da prima la partenza, mi sono munito di costume ed asciugamano e nel viaggio di ritorno mi sono fermato in un parcheggio, il primo disponibile e non è stato semplice, ed un pò come un attempato superman mi sono tolto pantaloni e mutande per vestirmi in tenuta da mare. un'oretta e non di più, non crediate. il tempo di entrare in acqua - che il mare delle liguria è cambiato veramente tantissimo negli ultimi 15 anni ed in meglio -, fare qualche bracciata, prendere un pò di pallido sole e tornare alla macchina per affrontare il viaggio di ritorno. per 18 giorni non voglio pensare al lavoro e non penserò al lavoro. andrò via tre giorni ma da lunedi mi aspettano i travagli (e mai termine è così azzeccato) della casa, anzi delle case. saranno due settimane assolutamente impegnative, che non vedo l'ora di finire, così come non vedo l'ora che arrivi un'altra data ma di questo parleremo a suo tempo. questa mattina sono riuscito anche ad andare a correre. 9.30 km, che non sono pochi, in 55'11", a 5'56" al km, che non è neanche così da schifo per un attempato come me. nota curiosa, questa mattina tra il settimo e l'ottavo km mi sono dovuto fermare perchè mi si è rotto - ed è caduto a terra - un braccialetto regalatomi da un'amica a natale. amica che dopo qualche giorno è diventata una ex amica, visto che non ci sentiamo dal 5 gennaio. tornato nel B&B ho visto che era assolutamente non riparabile e l'ho buttato nel cestino. direi un segno inequivocabile del destino. detto questo, buon ferragosto a tutte e tutti, globalmente. 

giovedì 6 agosto 2020

to the new/2

ho lasciato un pò indietro il blog. a dire il vero negli anni passati, più o meno in questo periodo, mettevo in pausa il blog per le vacanze estive con tanto di post di saluto globale. quest'anno non sarà così: per prima cosa, un pò per dovere un pò per necessità, quest'anno di ferie intese come lontananza dal lavoro se ne faranno poche. infatti fino al 13, se non fino al 14 agosto lavorerò. questa cosa non mi dispiace particolarmente perchè, come sapete, sono molto impegnato nel cambio casa. sabato scorso sono arrivati i primi arredi, questo sabato arriveranno altri che renderanno la casa quanto meno abitabile. nel frattempo è iniziata l'attività di dismissione della vecchia casa, da cui la mia intenzione è portare via il meno possibile, anche per ragioni simboliche. un pò di cose saranno cedute all'acquirente della nuova casa, altre sono già state vendute (devo dire che sono favorevolmente sorpreso da subito.it), la camera da letto verrà ceduta in conto vendita ai primi di settembre, rimane il mobile del soggiorno che è talmente grande che nessuno vuole. insomma, sono in pieno attivismo e agosto sarà un mese molto dedicato a tutte queste cose. che sono anche piacevoli devo dire. insomma, inizierò ad avere i piedi in due case, cosa che ovviamente non potrà avvenire quando dalla mia casa attuale scomparirà la camera da letto.
continuo però a correre nonostante non sia semplicissimo. le mie 3/4 uscite settimanali riesco a farle, qualcuna riuscendomi anche abbastanza bene. non posso e non voglio fermarmi, anche perchè tra poco più di due settimane ci sarà la sgamelaa in edizione ridotta e diversa rispetto agli anni passati (non solo per il percorso, ma anche per il punto di partenza) e devo arrivarci il più in forma possibile. domenica, partendo alle 7.30 e faceva già caldo, sono riuscito a fare 13 km. vediamo di fare almeno un'altra uscita lunghetta e magari vediamo anche di cambiare scarpe che queste attuali mi sa che hanno perso l'ammortizzazione. detto questo un saluto globale a tutte e tutti, come sempre.

domenica 19 luglio 2020

pettorale piccino piccino

è due mesi che si è ripreso a correre. e corriamo, noi runner, solo perla tenuta fisica, per stare in salute e contrastare il più possibile le cose non eccezionali di questo periodo. non è un brutto correre, credo di averlo già scritto. e comunque siamo in estate, l'attività sarebbe stata limitata a trail e tapasciate (beh, più o meno, a maggio qualche mezza di spessore ci sarebbe stata). il movimento è in stato di sospensione. corrono solo i professionisti e unicamente nelle piste di atletica. nessuno osa immaginare un qualcosa che possa andare bene per i tempi attuali. diciamo che di base c'è il timore di assumersi la responsabilità, che se ancora esce fuori qualche contagiato chi li senti i menagrami del covid. però non è esattamente così, perchè qualcosa si sta muovendo. pare che la mitica sgamelàà della val vigezzo, che l'anno scorso ho fatto per la prima volta, quest'anno venga disputata, non nella canonica formula dei 25 km ma con un percorso di 16 km mediante partenze distanziate e totale assenza dei ristori, utilizzando per bere le sorgenti del percorso. ed anche qui a milano oggi si è disputato qualcosa di vagamente analogo. i corro ergo sum runners di dario marchini, figura di rilievo del running lombardo e non solo, hanno organizzato una 5 km cronometrata denominata "5Krono", con partenze distanziate di un minuto tra un runner ed un altro. e percorrendo l'anello dell'idroscalo di milano che, ironia della sorte, diventerà la mia pista di allenamento tra non molto tempo visto che si trova vicino alla mia nuova casa (ecco, andrebbe cambiato l'indirizzo del blog, ma non si può fare. e poi chi ha detto che smetterò di correre nella martesana?). non avevo mai corso dentro l'idroscalo e devo dire che il "mare di milano" non ha tradito le aspettative. si corre decisamente meglio che sul mio naviglio, essendo più largo in diversi punti e meno frequentato. sono arrivato prestissimo, come al solito. ho fatto un tre km di riscaldamento e poi, alle 8.53, sono partito come da programma. ho tirato come potevo, cercando di controllare il fiato e le gambe, non più abituate a ritmi più "sostenuti". gran parte dell'anello è all'ombra protetto dagli alberi, tranne l'ultimo tratto delle tribune. alla fine ho impiegato 25'44"3, che direi di tutta soddisfazione. ma la soddisfazione maggiore è stata spillare prima di partire sul petto un cartellino piccolo piccolo, con un numero quasi illeggibile (il 49, nella fattispecie). partecipare ad una roba che era una parvenza di corsa, tapasciata o non so cos'altro. credo di aver dato il massimo anche e soprattutto per questo motivo. c'è bisogno di dare un segnale, c'è bisogno di normalità. in tutte le cose, anche in queste cose.

venerdì 10 luglio 2020

+7

una settimana fa ho compiuto 54 anni. e combinazione vuole che la settimana successiva (cioè questa) mi sia fatto un culo esagerato. per carità, non ho macinato km soltanto per lavoro, che qualche parentesi di natura personale c'è stata e sicuramente positiva. ma fatto stà che aver provato l'ebrezza delle autostrade liguri oggi pomeriggio è stata una roba equivalente alle dodici fatiche d'ercole (ammetto che ho controllato su google, che in prima battuta avevo scritto sette). attenti, io le autostrade liguri le batto da anni e so benissimo come sia facile stare in coda. ma averci impiegato 3 ore e 45 minuti per fare 190 km mi è successo ben raramente. ho una forza fisica ed una resistenza non indifferente. e comunque come direbbe mio padre alla fine della fiera indosso un bel vestito (un pò meno bello d'estate, stazzonati come si è), sto in auto con l'aria condizionata d'estate e al caldo d'inverno. anzi, lui completerebbe dicendo che fare i muratori e gli operai è lavorare. beh, proprio tutti i torti non ha. ma se associo a tutto ciò la valanga di cazzate che ascolto (e questa settimana ne ho ascoltate tantissime) mi domando fino a quando potrò sopportare tutto ciò. ne ho sempre meno voglia. è un lavoro divertente, interessante, sempre diverso, ma forse anche troppo diverso. di cui a volte ne ho veramente pieni i coglioni, proprio in considerazione della mia età. è vero, prendo lo stipendio puntualmente a fine mese da sempre (anche se a giugno mi hanno fatto un piccolo scherzo o dimenticanza, ma inizio a credere che non sia esattamente una dimenticanza) e già questo è un valido motivo per resistere. ma mi credete se vi dico che questa settimana ho corso per appena 5 km? mi credete se vi dico che sono contento che domani piova così salta la gita sociale in montagna e posso non dico riposarmi ma fare un pò di cose per me? ok, se mi credete posso andare a letto un pò più sereno....notte a tutti e tutte e buon fine settimana......

giovedì 18 giugno 2020

to the new

bene, ora vi svelerò la novità di cui vi parlavo da settimane se non da mesi. avanti ad un notaio e ad una procuratrice di una banca di cui ho corretto ad entrambi gli errori formali e sostanziali delle rispettive minute, questa mattina ho acquistato la mia nuova casa. l'avevo vista in una mattinata piovosa di fine novembre e avevo deciso di fare la proposta d'acquisto in poco più di due ore. perchè io sono così: se decido una cosa la faccio, se quello che vedo mi piace lo acquisto. l'accettazione era arrivata ai primi di dicembre, ma non poteva non arrivare. col nuovo anno la decisione di utilizzare la leva creditizia per completare l'acquisto richiedendo un mutuo. il rogito sarebbe dovuto avvenire a fine marzo, massimo metà aprile. ma sapete che cosa sia successo nel frattempo. e non vi nascondo che ho reiteramente pensato di non completare l'operazione, viste le incertezze economiche del momento. perchè nel frattempo succede che la mia casa, messa in vendita, non abbia ancora trovato l'acquirente. e questo resta per me un grande mistero, persino offensivo, perchè sembra voler dirmi che finora ho abitato in una zona ed in una casa di merda. a me il quartiere in cui vivo piace, anche molto. ma non sopportavo più casa mia, o meglio non sopportavo più il condominio. mi sembrava di livello "basso" rispetto alla mia persona. 12 anni fa aveva un senso, oggi che sono più maturo meno. dicevo, il lockdown ha sospeso tutto. ma l'aver passato un mese e mezzo, quasi due, recluso in questa casa mi ha fatto decidere - pur nei mille dubbi - di andare avanti in questo progetto. se dovesse arrivare una malaugurata seconda ondata quanto meno avrò un balcone ampio dove mettere uno sdraio ed un tavolino per prendere una boccata d'aria. resta il problema di questa casa che si fatica a vendere, per diversi motivi ma non certo per il prezzo visto che l'ho messa in vendita ad un prezzo più basso rispetto ad altri appartamenti di identico livello in zona. non vi nascondo una certa preoccupazione, perchè non ho alcuna intenzione di possedere più di una casa o di mettere questa in cui vivo a reddito ed affittarla, che per carità non voglio avere rogne. ah, la casa che ho acquistato è leggermente oltre i confini di milano. questo perchè la casa che mi sarebbe piaciuto possedere a milano non me la posso permettere. questa mattina lo studio del notaio era in pieno centro, in una zona bellissima che neanche conoscevo. ecco, vivere lì sarebbe bellissimo. ma per il taglio che ho acquistato lì occorrerebbero almeno 800.000 euro. che ovviamente non posseggo. mobili già prenotati, si spera di traslocare ad agosto, ma la vedo non semplice. una cosa bella, per una volta dai.

venerdì 12 giugno 2020

fuori dal silenzio/9

qualche minuto fa sono andato a buttare la pattumiera nell'apposito spazio condominiale. e mi è venuto in mente che appena un mese e mezzo fa quello era un momento di libertà, in cui poter prendere una boccata d'aria. qualche ora fa sono andato a fare la spesa al supermercato, senza fare alcuna coda. e mi è venuto in mente che durante il lockdown si poteva stare in coda anche un'ora prima di entrare. sempre qualche ora fa sono andato dal mio medico di base. e mi è venuto in mente che andarci ad aprile avrebbe significato farsela un pò addosso (beh, ad aprile non avrei incontrato il mio medico, che ha fatto una settimana di febbre e quindici giorni di quarantena. due tamponi, entrambi negativi, niente coronavirus apparentemente). sono anche andato a correre. e non posso non pensare che se lo avessi fatto intorno a pasqua avrebbero chiamato i corpi speciali per arrestarmi e buttare nel naviglio la chiave. non sembra, ma la vita è cambiata insomma, ed anche la vostra, e per quanto mi riguarda è destinata a cambiare ulteriormente. domani andrò dai miei e da mia figlia, è un pò che non li vedo. mia mamma continua a non uscire da casa e ad essere terrorizzata da tutto. lì è un pò colpa di mia sorella, lei dice che non è così ma non è vero. io ho deciso di non farmi tante menate: attenzioni sì, ma così come lavoro (e parlo con tanta gente) posso anche andare al ristorante e a fare l'aperitivo. ieri a pranzo per dire io ed altri tre colleghi abbiamo deciso di trattarci bene e andare a mangiare in un bel ristorante. ma va sottolineato che loro - abituali frequentatori del posto - hanno fatto le condoglianze alla proprietaria del ristorante: per aver perso il figlio 38enne anche lui gestore del locale. eh si, è morto proprio di coronavirus durante la pandemia, per quello che si sa senza patologie. martedi sera ho dormito al mare, dove mi trovavo per lavoro. situazione spettrale, ma impagabile stanza al quarto e ultimo piano con balcone affacciato sul mare. vista pazzesca, gentilezza inusuale. ah già, questo è un blog a contenuto podistico. sta andando bene. 14 km domenica tutti sotto la pioggia, a 5'44" al km, 7 e poco più km martedi mattina a 5'43" al km, ieri sera 10 km a 5'36" al km e anche oggi pomeriggio, che avevo lo slot aperto, altri 7 e poco più km a 5'55" al km. direi bene. andiamo avanti dunque, buon fine settimana a tutte e tutti.

sabato 6 giugno 2020

fuori dal silenzio/8

lentamente si torna alla normalità, nel senso che si tornano a fare le cose che si facevano prima. vanno in prima battuta evidenziate quelle positive ed appaganti, di cui tutti abbiamo diritto. oggi ho passato una bella giornata per dire, ma la cosa più bella è stata la franchezza che l'ha contraddistinta. parlarsi con sincerità e realismo non ha prezzo, credetemi. sono anche riprese attività che avrebbero in realtà dovuto chiudersi nei mesi scorsi. sono in ritardo, come in tutto il mondo sono in ritardo le persone che avevano progetti, più o meno importanti. comunque vada, avrò avanti a me settimane impegnative, tanto per cambiare. come impegnative sono le novità in ambito lavorativo, anche se più gestibili di quanto non sembri. apparentemente almeno. oggi poi ricorre un anniversario lavorativo non importante, di più. segno che in questi anni ho navigato nella burrasca ma a riva ci sono sempre arrivato. la corsa mi sta dando qualche soddisfazione. ieri nel tardo pomeriggio per dire ho corso per 10 km a 5'51" al km, che non è male per il caldo che c'era. mi ha visto un tipo che conosco, oggi mi ha mandato un messaggio per dirmi che avevo un bel passo. e se lo dice uno che ha 20 anni meno di me vuol dire che è vero. a proposito di età, oggi si parlava di differenze di età. beh, dire che non contino sarebbe ipocrita. ma l'età è anche quella che hai costruito negli anni. ci sono miei coetanei che sono da buttare. io almeno fingo bene. un saluto a tutte e tutti, globalmente come al solito.

venerdì 29 maggio 2020

fuori dal silenzio/7

mi spiace tornare sull'argomento del post precedente ma questa cosa ve la devo troppo raccontare. ieri sera torno a milano da altra regione e ascolto radio 24. il tema è l'iniziativa improvvida ed anche un pò schifosa dei governatori di sardegna e (su posizioni più sfumate) sicilia di chiedere un passaporto sanitario ai turisti che verranno nelle loro isole. ora, ci sarebbe dire tanto su questa cosa: ad esempio che è incostituzionale e che è un dare vigliaccamente dell'untore a chi in passato ha contribuito ad un pezzo importante del pil regionale (i lombardi sono da sempre la presenza più massiccia in sardegna). ma soprattutto ci sarebbe da dire che oltre che poco praticabile non ha alcun senso: io faccio il tampone oggi 29 maggio 2020 e tra otto giorni mi ammalo o divento positivo asintomatico , dopodichè faccio 15 giorni di vacanza a fine giugno a casa vostra e vi attaccate al cazzo. tralascio poi la difficoltà di fare test sierologici e tamponi in lombardia e non solo (oltre al fatto, va detto, che tanta gente non li vuole fare anche perchè se dovesse risultare positiva poi come fa col lavoro o il resto?). bene, che succede in questa trasmissione di radio 24? intervistano uno chef stellato di ragusa, che in un tweet ha scritto "caro presidente musumeci, non vorrei che oltre che isolani fossimo anche isolati". da qui l'intervista in cui dice che bisogna essere accoglienti, solidali, non solo verso gli altri italiani ma anche verso gli altri europei, e il turismo, le bellezze ecc ecc.... beh, che dire, applausi infiniti per costui. non ha ragione, ha stra ragione. poi, la doccia fredda: la giornalista gli chiede come stava andando con la riapertura e questo trullo trullo dice: "non abbiamo ancora riaperto, pensiamo verso il 15 giugno o magari verso il 30, insomma vediamo come va". senza imbarazzo, senza pudore, la testa di minchia (dico minchia in onore della sua e mia origine siciliana) con appena un minimo abbassamento della voce dichiara il suo vigliacco attendismo. ma vergognati, almeno taci che fai una figura migliore.
questa mattina con la sveglia che ha suonato alle 7 col rumore di un bombardiere sono andato a correre sulla martesana (qualcuno in più a percorrerla rispetto a martedi). clima ideale, ma primo km a capire in quale pianeta della galassia mi trovassi. poi come sempre mi sono ripigliato. praticamente 8 km fatti a 5'46" al km. un pò peggio dell'uscita di martedi, ma per come era iniziata direi che va bene così. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 26 maggio 2020

fuori dal silenzio/6

gli italiani fanno mediamente schifo e alcuni italiani fanno più schifo di altri. stasera doveva esserci la mia prima uscita serale post lockdown. niente di eccezionale, una birra tra amici del gruppo podistico nel bar dove ci trovavamo solitamente prima di questa merda. ha anche uno spazio all'aperto e sarebbe stata una cosa priva di elementi di pericolo. a metà pomeriggio mi arriva un messaggio, il bar è ancora chiuso. ma perchè io dico? e con questo bar ci sono ancora diversi altri bar ma soprattutto tantissimi ristoranti che non hanno ancora aperto. dicono che conviene loro stare chiusi. ma che ragionamento è? aspetti di aprire quando ti fanno direttamente il bonifico sul conto corrente? e guardate che sto parlando di ristoranti che hanno un dehor, grande o piccolo che sia. oggi eravamo in tre in ufficio. ad un certo punto un collega mi propone di telefonare al ristorantino dove andavamo ogni tanto. nessuna risposta, ed anche qui hanno un dehor di 100 mq almeno. al che allo stesso collega viene in mente un ristorante dove siamo andati prima di natale a salutare l'ingresso in maternità di una collega. ci dicono che è aperto e andiamo. il dehor è piccolino, e ci piazzano in tre in tre tavolini da due alternandoci come disposizione. cercano di mantenere le distanze, hanno - pur senza eccedere - i dpi. certo, non è un posizionamento fantastico, ma è comunque un momento di socialità.  mangiamo benino, ci offrono una pizza tagliata a fette e non hanno ritoccato i prezzi in alcun modo. quando andiamo a pagare gli chiedo da quando sono aperti. "da giovedi, c'è qualcuno a pranzo, di sera ancora meno, ma aprendo diamo un segnale che incoraggia le persone, gli fa venire la fiducia". ecco, queste sono le partite iva che rispetto. non quelle che stanno chiusi perchè tanto il dipendente ha la cassa integrazione, perchè arriveranno i contributi a fondo perduto, i 600 euro e il credito di imposta per il canone di locazione. troppa gente sta aspettando il sussidio, l'aiuto a pioggia, l'incentivo. e non va bene così, non va bene un cazzo. perchè solo lavorando ci risolleviamo, mettendoci di buona lena a produrre, per noi stessi e per gli altri. 
comunque questa mattina ho fatto finalmente una uscita runneristica decente. decisamente sul presto, alle sette, sono sceso sulla martesana, nell'unica ora accettabile per combinare qualcosa di buono. 8 km in 45 minuti spaccati, 5'37" al km. niente di eccezionale ma comunque un deciso miglioramento rispetto ai giorni precedenti. questo periodo mi sta sottraendo tanto, mi sta facendo rinunciare a tantissime cose belle. ma almeno la corsa questo maledetto coronavirus non me la sta togliendo.

domenica 24 maggio 2020

fuori dal silenzio/5

per quanto riguarda le questioni lavorative forse (ma dico forse) ho trovato una mezza quadra. ed in ogni caso non è che abbia tante opzioni da giocarmi. è stata una settimana in cui ho corso poco. all'uscita di martedi è seguita quella di venerdi sera, 8 km più defaticamento con un caldo pazzesco (27 gradi alle 18.45, giusto per intendersi). infine terza uscita questa mattina, con maglia societaria visto che anche oggi c'era una tapasciata "virtuale" organizzata da un gruppo amico: a dire il vero quella reale - che non si è svolta ovviamente - era la loro tapasciata ufficiale, una delle tante centinaia saltate a causa di questo maledetto coronavirus. anche se mi sono svegliato presto ho deciso, anche a questo giro, di non correre sulla martesana. oddio, forse si poteva anche fare, ma avevo voglia di bissare l'uscita verso il centro di 15 giorni fa. e come 15 giorni fa sono arrivato in duomo, solo che anzichè tornare indietro ho girato a destra in via dei mercanti per poi proseguire in via dante e quindi fare una pausa selfie davanti al castello sforzesco. non per vezzo o vanto, ma perchè necessario al post della nostra pagina facebook di oggi. dopodichè sono entrato dentro il castello per proseguire nel parco sempione, affiancare l'arena civica e quindi proseguire verso casa. la corsa è stata la solita corsa di questo periodo, con un alternanza di km decorosi ed altri sofferti e sofferenti. il lungo tratto di melchiorre gioia mi ha visto veramente annaspare, con gli ultimi due km veramente faticosi. quando sono entrato nella ciclabile della martesana per i 300 metri finali sono stato obbligato ad uno zig zag pazzesco tra le persone. alla fine quando ho fermato il gps sono usciti 11,12 km in 1h06'12", a 5'57" al km. meglio delle altre uscite domenicali per carità, ma sempre poca roba. ma soprattutto da queste corse esco veramente devastato, come se avessi fatto la distanza doppia e più velocemente. pazienza, questo passa il convento per ora, cerchiamo di accontentarci. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.