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mercoledì 29 aprile 2020

silenzio/13

insomma, sembra che si possa riprendere, quanto meno in modo progressivo. questo è positivo, ho apprezzato lo spegnimento graduale del paese, ne apprezzo ancor di più la riattivazione altrettanto graduale. certo, hanno ragione le regioni del centro sud che meno hanno sofferto questo disastro chiamato coronavirus, che forse potevano ottenere qualche maglia più larga. ma onestamente, vogliamo pensare che aprire prima i ristoranti o gli alberghi, in basilicata o sardegna, avrebbe comportato una esplosione di prenotazioni? e poi ci sono ancora oltre 300 morti al giorno, di cui si sa pochissimo. sono anziani o molto anziani, come sospetto? i miei clienti potranno riaprire il 4 maggio, ma sono i primi a non considerare questa come una vittoria. non si aspettano certo file fuori di gente, soprattutto qui al nord. gli altri commercianti, quelli che riapriranno tra il 18 maggio ed il 1° giugno, li comprendo ma fino ad un certo punto. è solo la fiducia che li vedrà premiati a livello di clientela. e secondo me questo vale anche per parrucchieri ed estetiste. domenica scorsa ho sfidato la macchina dei carabinieri, che si trovava sul mio naviglio, e sono andato a comprare un rasoio ed un filo interdentale. poi sono tornato sul naviglio e, stando rigorosamente entro i 200 mt da casa in linea d'aria, mi sono seduto su una panchina a prendere il sole con una mascherina di quelle sicuramente non a norma ma che almeno permette la respirazione. prima uscita non finalizzata da non so quanto tempo. un'ora in libertà. di gente ce n'era a passeggio, sicuramente più che nelle settimane precedenti. ma stavano attenti, attentissimi. io non sono così convinto che dal 4 maggio ci sarà una corsa all'irresponsabilità. certo, le persone potranno muoversi praticamente in modo libero, si potrà correre e camminare, ma sono convinto che si cercherà di non avere contatti. chi correrà, che dovrà tenere i due metri di distanza, uscirà a tutte le ore ma quelli meno giovani, come me, correranno ad orari assurdi, alle 6 del mattino piuttosto che alle 11 di sera. dicevo, i miei clienti aprono ma non so ancora, nel momento in cui scrivo, se potrò iniziare io a lavorare. se potrò andare in ufficio (stiamo sanificando la sede, ma non so cosa stiano facendo con la divisione degli spazi), se sarò autorizzato ad andare in giro, dentro e soprattutto fuori la regione. di tornare al lavoro ho comunque voglia. più che altro ho voglia di mettere il naso fuori casa nel vero senso della parola. dal 16 marzo 2020 non mi sono spostato di più di 500 metri da casa. non è stata una prigione, di più. 50 giorni che ci sono stati ignominiosamente rubati, alla nostra vita e ai nostri affetti più cari- oggi sono arrivato a fare 75 minuti di workout, rimango ligio. anche se lunedi per troppi impegni lavorativi ho saltato. ieri ho persino puntato la sveglia perchè sapevo di potermi permettere quell'ora solo sul "presto" (non esageriamo, erano le 9 comunque). ho iniziato una serie tv veramente brutta, ma brutta. ma sono solo sei episodi. ne ho visti due, ne vedrò altri due dopo questo post, per chiuderla domani. è che sono brutti pure gli attori. ma dico, già non sanno recitare, almeno non puoi metterli esteticamente gradevoli? mamma, ma che brutto post, ora che ci penso!

sabato 25 aprile 2020

silenzio/12

sembra che siamo avviati verso la riappropriazione della nostra libertà. alcuni diranno che detta così non è corretta, che non eravamo in carcere, che lo abbiamo fatto per la nostra comunità ecc ecc....dopo 45 giorni di totale privazione della nostra vita la retorica e le chiacchiere stanno a zero. ma non voglio dire sempre le stesse cose che poi veramente divento noioso. il 4 maggio potremo uscire da casa e grosso modo tornare, in modo progressivo e tutte le accortezze del caso, alla nostra vita di tutti i giorni. il concetto di progressività pare scontato, sulle accortezze non avrei tutte queste certezze. gli italiani hanno la memoria cortissima. bergamo è stata la provincia più martoriata ed è da diversi giorni che fabbriche e fabbrichette scalpitano per l'apertura, quando non l'hanno già fatta grazie all'autocertificazione alla prefettura. ci sono regioni dove si potrebbe riaprire già adesso. il lazio ha 6 milioni di abitanti ma ha avuto complessivamente i morti di un solo giorno di lombardia quando la pandemia era al picco. mi domando perchè debba essere assoggettata ai medesimi obblighi della mia regione. però dicevo, memoria corta ed anche un pò di ignoranza. di quelle benevola, tra l'altro. più che ignoranza direi desiderio di buttarsi alle spalle quanto successo. bisognerà capire come si tradurrà questa cosa. finito lo stillicidio dei morti metteremo nell'armadio le mascherine e torneremo alla socialità di prima? onestamente non lo so. certo il gran caldo, lo stare all'aperto potrebbe aiutare in tal senso. ma all'arrivo dei primi freddi, a ottobre e novembre, torneremo a sentire la pletora degli esperti, dei virologi, degli epidemiologi - che sono stati più insopportabili dei politici e dei giornalisti in questa emergenza - raccontarci le loro teorie che dicono tutto ed il contrario di tutto e capaci solo di darci consigli che riusciva a dare tranquillamente mia mamma che ha un diploma di licenza media? vivere nell'incertezza, questo sembra riservarci il futuro. negli ultimi giorni sono però, o mi sento diciamo così, un pò più ottimista. non ci sono ragioni particolari, solo sensazioni.
finito di scrivere questo post mi dedicherò alla mia oretta di attività fisica. che a volte sono 65 minuti, altre volte 70 o 55. ieri un mio conoscente di torino mi ha scritto che fa più o meno le mie stesse cose e che gli sono venute braccia da camionista. non è assolutamente il mio caso, ma se ho messo chili in questa quarantena credo sia massa muscolare. mi sta tornando un pò la voglia di correre. però neanche tantissimo. non tanto per la corsa in sè, ma per quello che potrebbe condizionarla, dal toccare una ringhiera o una maniglia all'attenzione alle distanze da chi si incontra. dovrei farmi tornare in mente qualche percorso di tapasciata fatta in passato, però si tratterebbe di un ricordo di massima, che non vorrei perdermi a melzo piuttosto che a pessano con bornago.
oggi è il 25 aprile. lo scrivo da anni. nella vita ho poche certezze. ma 75 anni fa i buoni erano i partigiani e gli alleati, i cattivi erano i fascisti ed i nazisti.

mercoledì 22 aprile 2020

silenzio/11

oggi, per la prima volta dopo oltre 30 giorni, non ho fatto workout. questo per un unico e solo motivo: ho lavorato tanto. allora uno chiede "francesco, sei tornato in ufficio?". no miei preferiti, "ho lavorato da casa". perchè tra conference su zoom, telefonate, mail, chat che gestisco, come minimo avrò fatto sei, anche sette ore di "lavoro". vedete quante virgolette? le virgolette sono più che doverose, perchè quello che abbiamo fatto oggi non è lavoro. al massimo possiamo chiamarla "sopravvivenza". stiamo mettendo in piedi una architettura pazzesca. abbiamo fatto una evoluzione tecnologica (e guardate che non sono ironico) in 45 giorni come non l'abbiamo fatta in 5 anni. e per carità, non siamo neanche l'unica azienda che si sta muovendo così. ma c'è un ma. noi non vendiamo tecnologia, noi vendiamo servizi. e questi servizi sono legati al presente e soprattutto al futuro. se i nostri servizi non li compra o non li comprerà nessuno, a che minchia serve essere "migliorati"? è come passare dal bancomat, prelevare 250 euro, farsi una doccia, profumarsi e vestirsi bene, poi vai a prendere la tipa sotto casa e questa ti dice che le è venuta una emicrania pazzesca e quindi sta a casa. i più maliziosi potranno suggerire di andarli a spendere a lugano quei soldi, ma non è la stessa cosa dai, andare con una che finge di godere per giunta pagando a me non interessa. nel precedente post mi avete detto che sono pessimista. ecco, allora proviamo a ribaltare le cose e chiedo a voi: "ma che cosa ci sarebbe da essere ottimisti ?". vogliamo dire che è stato bello vedere tantissime serie (clorì, a proposito: the man in the high castle, molto bella)? che abbiamo sistemato casa? che abbiamo ripreso confidenza con noi stessi? boh, forse qualcuno avrà scoperto la positività del nucleo familiare. bene, sono lieto per lui/loro, a me sembra molto poco. tra dieci giorni (forse) usciremo da casa. ci vorrà una mascherina al giorno, dove cazzo la troviamo? non sappiamo se potremo uscire fuori dal comune o dalla regione. particolare di non poco conto: mia figlia, i miei genitori, gran parte del mio lavoro si trova fuori regione. e vogliamo stare all'oggetto sociale di questo blog, che sarebbe (ormai solo teoricamente) il running? riprendiamo a correre, non riprendiamo a correre, con la mascherina (col cazzo, aggiungo, piuttosto smetto), senza mascherina? quando leggo persone "contente" della situazione o non particolarmente nervose non posso fare altro che pensare a quel tipo importante descritto qualche post fa che si fa la quarantena con la tipa che ha 20 anni meno di lui ed è pure figa. grazie al cazzo, ma lui non fa testo. pensate che stanotte ho sognato un mio cliente che veniva da noi in sede perchè c'erano due corsi di formazione molto pratici sul distanziamento, un corso di 4 ore e uno più sintetico di un'ora. pure il sonno è disturbato da questo cazzo di coronavirus. vabbè, finisco di ascoltare levante e poi faccio la telefonata della buona notte a mia figlia. che tanto anche lei si sta guardando qualche serie.....

lunedì 20 aprile 2020

silenzio/10

la giornata la capisci da come ci si sveglia. so di avere fatto sogni strani, ma non me li ricordo. non è presto ma non è tardi e dopo colazione decido di vedere gli ultimi due episodi della terza stagione della serie che sto vedendo. sta reggendo, e questo è fondamentale per una serie. per la cronaca, nel resto della giornata ho visto altri quattro episodi della quarta ed ultima stagione e potrei anche vedere il quinto dopo aver scritto questo post. dicevo, in base a come mi sveglio capisco che giornata sarà. ed oggi marca abbastanza male, devo dire. prosegue male leggendo di un femminicidio avvenuto poco fuori milano in un paese che conosco molto bene, prosegue ancor peggio quando parlando al telefono con un amico sento lui - decisamente più ottimista di me - pronunciare parole ben poco ottimiste sul futuro. anticipo la mia ora di attività fisica iniziando poco dopo le 16. carico tantissimo, compatibilmente con la pochezza dei mezzi a mia disposizione. anzi, l'ora diventa 70 minuti e alla fine di questo workout (ma perchè si dice così? non capirò mai completamente la logica della lingua inglese) mi sento stanco. e la stanchezza nello sport porta appagamento come noto. a quel punto lo scazzo che aveva fin lì caratterizzato la mia giornata cessa. pensate, fino a pochi giorni fa avevo ancora appesi due cappotti e quattro sciarpe nell'attaccapanni. è pazzesco a pensarci, questo schifo è iniziato quando era ancora inverno. siamo reclusi da un tempo lunghissimo. ho sentito tante persone aver perso completamente la cognizione del tempo. non sanno che giorno sia, da quanto siano segregate in casa e roba del genere. la casa non è stata mai così pulita. ogni tanto scopro qualche angolo sporco e passo la spugnetta, come manco una donna fa. beh, non esageriamo. ho già scritto che in realtà la casa non è esattamente pulita. le pulizie di sabato mattina però sono state ben approfondite. sono sempre più convinto che dopo sarà un disastro e non parlo (solo) di economia. avremo rapporti sociali all'insegna del timore. ieri schivavamo i marginali della società, domani schiveremo i nostri vicini di casa, i colleghi, i familiari. è un dio ignobile quello che ha portato questo virus. non per i morti, che si è visto di peggio nella storia dell'uomo. ma perchè ci toglie quel poco di umanità che avevamo. già lo ha fatto in questi 45 giorni, figuriamoci dopo laddove ci riverseremo nelle strade per far finta di dare il nostro contributo al recupero del pil perduto. beh, però dio non esiste, quindi di che parliamo? buon inizio settimana a tutte e tutti, globalmente.

giovedì 16 aprile 2020

silenzio/9

oggi è morto luis sepulveda e ho pianto. no, mi correggo: oggi è morto luis sepulveda e ho pianto tantissimo. eppure vi devo confessare che non ho pianto per il luis sepulveda scrittore, che ho letto neanche tantissimo. ho pianto perchè è stato fondamentale in un momento brutto della mia vita, qualche mese o qualche anno dopo la separazione da mia figlia. quando c'era da inventarsi un mestiere di padre a distanza, perchè il padre sapevo farlo ed anche bene pure prima. c'era da lasciare qualche traccia, qualche testimonianza. c'era da lasciare esempi e storie intrise di principi etici. probabilmente fu mia sorella o comunque su sua indicazione, ma ad ogni modo comprammo la vhs "la gabbianella e il gatto", il cartone animato di enzo d'alò tratto dal libro "storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare". mia figlia amava e ama tuttora, anche se ormai grande, i cartoni animati. ebbene, quel cartone animato lo ha divorato assieme a "kiriku e la strega karabà", altro film d'animazione educativo. ma la gabbianella e il gatto non c'era volta che non lo volesse vedere, ogni volta rapita dallo scorrere delle immagini. quella storia di una gabbianella cresciuta da gatti, animali nemici per definizione, lanciava messaggi positivi. e ricordo che stavamo tutti sul divano o sul letto, un pò a turno, a vederlo assieme a lei. beh, è vero, dopo un pò ci stufavamo. ma ci passava subito, non avendo la fortuna di poter stare tanto con lei. poi quelli erano anni di forte conflittualità con la madre, quello che potevamo e potevo fare per lei si faceva in quei weekend alternati. come ha scritto oggi mia sorella "con il ricordo degli occhi e del sorriso di lei bambina" oggi per me è stato ed è un continuo pensare a quegli anni. anni difficili, impegnativi, che non ricordo con piacere perchè so che mi hanno segnato e non c'è nulla di bello nell'essere segnati. io ringrazio luis sepulveda per avere scritto quel libro, ringrazio enzo d'alò per avere realizzato quel bellissimo film d'animazione, ringrazio la mia famiglia per avermi aiutato in quegli anni. e non aggiungo altro, se non che nello scrivere questo post ho ripreso a piangere come non potete neanche immaginare.

sabato 11 aprile 2020

silenzio/8

sto realizzando una cosa. che se anche da domani si potesse uscire, non sono così sicuro che sarei pronto per l'occasione. è più di un mese che viviamo, che vivo, in questo modo folle. con orari e consuetudini che non mi appartengono. oggi mia mamma al telefono mi ha detto "anche se sei solo ti sento più reattivo di papà". è forse vero, ma in parte. in questi giorni credo che tutti noi abbiamo pensato al "dopo". e per forza, con tutto il tempo che abbiamo per pensare. ecco, ma dopo sarà tutto complicato, tutto difficile. ne ho parlato molto nei post precedenti, c'è l'aspetto economico. si dice che nel primo mese capiremo lo sviluppo di quelli successivi. può essere, ma in realtà non credo sia così. dipenderà molto dai settori, dal lavoro che si fa, dalle attitudini personali. ma in realtà questa non è neanche la mia principale preoccupazione. no, penso a quello che siamo noi come persone. ad esempio penso al mio essere "sociale". non sono certo quello della mia gioventù, ma a me piace stare in mezzo alla gente. io mi realizzo nel prendere un aereo o un treno, nell'andare al cinema anche da solo, nell'essere seduto accanto ad un altro, nell'abbracciare e stringere la mano, nel parlare con le persone. detesto in questi giorni aver avuto paura della gente, io che della gente non ho mai avuto paura. poi c'è la dimensione affettiva. non ho vergogna ad ammettere che avrei vissuto meglio questa follia avendo accanto una persona. certo, mi dicono dalla regia che le coppie (con figli e non) non è che se la stiano passando esattamente bene. allora correggiamo il tiro. posso dire che sto pensando, magari in considerazione al tempo che sto buttando al cesso in queste settimane, che la dimensione di single non convivente (che ormai sono quasi 13 anni) forse la devo rivedere? oggi nel tardo pomeriggio, dopo aver fatto la mia ora di workout (ma si chiama così?) sono stato parecchio al telefono. ero fuori sul balcone di 2 mq quando ho visto che erano tutti fuori sul balcone. quella del terzo piano, che qualche anno fa mi vide entrare con una in casa e non approvò, aveva un calice di prosecco o similare e mi ha fatto gli auguri di buona pasqua. ed altri se li sono fatti in contemporanea. il mio condominio si è riscoperto almodovariano, così all'improvviso. quando sono venuto a vivere qui mi piaceva tantissimo questa cosa, adesso onestamente mi aveva e mi ha stufato. vabbè, non tocchiamo questo tasto dai. comunque credo che anche tutti voi, o una buona parte - magari quelli più giovani - dopo questa pandemia prenderanno delle decisioni. secondo me anche importanti. sì, un pò come uno scampato pericolo che ti rende euforico finita la parte più riflessiva. negli anni passati in questo momento ero in piemonte dai miei, oggi sono (anzi, siamo) solo con me stesso. lontano dagli affetti più cari. beh, sapete che non sono credente. anzi, sapete che sono ateo. più evidenza di così credo non ci possa essere. buona pasqua (rigorosamente in minuscolo, come ogni parola dei miei post e del mio blog) a tutte e tutti, globalmente.

mercoledì 8 aprile 2020

silenzio/7

al di là di tutto, alterno momenti fiduciosi ad altri di natura scettica. vedete bene come mi tengo alla larga da concetti quali ottimismo e pessimismo. sono sostantivi che non utilizzo mai nella mia vita, figuriamoci in mezzo a questo tsunami. in qualche precedente post avevo scritto che in questo periodo si sarebbe dovuto concretizzare qualcosa di importante e ieri mi sono confrontato per capire se questa cosa si farà o meno. come volevasi dimostrare in un mondo che è fermo non si è potuto fare altro che buttare la palla avanti. che è una cosa tipica dell'uomo, ora che ci penso. uomo non inteso come umanità, ma come genere maschile. hai problemi con la donna? la porti a cena e le fai un regalo e per una settimana o forse due hai accantonato il problema. ieri ho sentito un mio mezzo amico bergamasco. nel suo comune c'è stata una mortalità dell'1% della popolazione (credo comprensivi dei non covid quindi chissà se veramente non covid). mi ha detto che sta bene ed è riuscito a quarantenarsi nella sua casa al lago, immagino con la solita russa. credo che l'ultima italiana se la sia scopata quando c'era ancora la lira. nella sua pagina facebook ho visto una foto dello scorso capodanno, trascorso in un resort in un bellissimo angolo lombardo. i maschi li conoscevo tutti. il più giovane, ricco e potente, con la "fidanzata" dominicana, lui in mezzo con la russa e il più vecchio - un pò spiantato - con una che potrebbe essere anch'essa slava ma in modalità badante. probabilmente c'è tanta insicurezza nello scegliere questo tipo di relazione di genere. lungi da me essere moralisti. nella capitale intanto si sta consumando la storia di un mio coetaneo, anch'egli ricco e potente, che si dice abbia lasciato la moglie per una ragazza che 21 anni meno di lui. beh, questa è italiana e soprattutto molto bella. probabilmente lui è il quarantenato più felice al mondo. sto divagando. di importante c'è che per il momento sono in stato di impasse per quella cosa di cui sopra come sono in stato di impasse sul lavoro. teoricamente siamo e sono stato rassicurati/o. certo, tutto dipende da quanto durerà. se dovesse andare male, penso che non ci sarebbe più spazio per un rapporto di lavoro dipendente, sono troppo vecchio. poi questa roba del lavoro intelligente ed agile penso sempre di più che sia una cagata. oggi pomeriggio diverse ore, tante belle chiacchiere ma queste chiacchiere poi le voglio vedere atterrare quando il mondo ripartirà. secondo me la gente non avrà voglia di pensare a queste cose. insomma, ieri sera sul tardi scambio un pò di messaggi con il mio collega A. su whatsapp. lui è un buono ed è una brava persona. ora, non pensate a lui come ad uno stupido, perchè non lo è per niente. ecco, oltre che essere uno dei colleghi che più reputo amico è anche una persona di cui mi fido ciecamente. gli consegnerei il portafogli sapendo che al limite lo troverei con 5 euro in più. se saltassi, e se saltasse lui, mi vedrei bene a fare società assieme. saremmo complementari in tutto e per tutto. siamo a casa, vuoi non pensare a cosa fare se le cose non ricominciassero come prima? ah, questa notte ho sognato che ero a casa dei miei ma ero giovane e dovevo dare un esame all'università, scienza delle finanze. solo che non ero più capace di studiare e non memorizzavo le rappresentazioni grafiche e le formule e mi sentivo a disagio. buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

domenica 5 aprile 2020

silenzio/6

l'amico Rudi, il cui blog trovate qua a fianco, ha pubblicato un interessante sondaggio in cui chiede quale sia l'ora peggiore della quarantena. per me, confinato in casa nel vero senso della parola, il momento peggiore è il risveglio. eh si, perchè mi rendo conto che quella che sta per iniziare è una giornata fondamentalmente uguale a quella del giorno prima e verosimilmente non dissimile di quella che la seguirà. se poi mi metto ad accendere la tv, il computer, accedere alle informazioni insomma l'umore diventa immediatamente nero, che più nero non si può. l'apoteosi del peggio si raggiunge però se si è dormito male la notte, come successo a me oggi. dico oggi perchè sono andato a letto rigorosamente tardi, tipo verso le due, ma dopo un'ora mi sono svegliato urlando "aiuto, aiuto!" perchè stavo sognando un male intenzionato armato di pistola. un'ora sveglio a guardare il soffitto e poi finalmente mi sono riaddormentato, ma con una continua alternanza di mezzi risvegli e altrettante chiusure degli occhi. questa mattina credo di essermi tirato su dal letto poco oltre le 9. e dopo aver fatto colazione ho fatto una cosa che avevo rinviato ieri mattina: mi sono messo a pulire casa, e l'ho fatta per almeno due ore e mezza. chi mi conosce sa che non sono un fanatico delle pulizie. le donne che sono entrate a casa mia non si sono però mai lamentate dell'igiene domestica. supero abbondantemente la sufficienza, anche se so che ci sono angoli e luoghi della casa che richiederebbero maggiori attenzioni, tipo i vetri e gli armadi. detto ciò quando ho finito, alle 12.30 inoltrate, stavo decisamente meglio pur essendomi fatto un culo a capanno. questo mi ha permesso di semi rinunciare alla mia ormai consueta attività sportiva indoor. come detto da lunedi sono arrivato a fare un'ora consecutiva. oggi pomeriggio ho fatto appena 25 minuti, quasi tutti dedicati alla parte superiore del corpo. dopo la doccia, nonostante mi sia pettinato, avevo i capelli inguardabili. tra le cose che mancano a tutti (e soprattutto a tutte) è un qualcuno che provveda ai capelli. a differenza di altri che ho sentito, non ho almeno voluto interrompere una buona abitudine, ovvero quella di farmi la doccia ogni giorno. per il resto, oggi mi sono dedicato alla video chiamata, tramite whatsapp o zoom, con persone a me care sparse in regioni lontane piuttosto che a poche centinaia di metri da casa mia. e speriamo che ci si possa rivedere anche presto. buona serata a tutte e tutti.

mercoledì 1 aprile 2020

silenzio/5

ho preso lo stipendio per intero a marzo, ma solo perchè avevo tantissime ferie arretrate. dubito che il mese prossimo sia così ed in fondo credo che sia più che giusto. che poi di lavorare lavoro, tipo un 3 ore al giorno mediamente. ero dubbioso riguardo una iniziativa adottata dall'azienda qualche settimana fa, una sorta di "do ut des", per garantirci liquidità nei prossimi mesi ed invece mi sbagliavo. anche tra i miei clienti l'adesione è stata più significativa del previsto. certo, tutto dipende da quanto durerà ancora. l'ho scritto nel precedente post, possiamo tenere le persone in casa ancora per qualche settimana, non di più. la gente uscirà poi, perchè dovrà prendere aria e luce o semplicemente perchè dovrà mettere il piatto di pasta a tavola la sera. credo che le nostre istituzioni si stiano comportando bene, al netto che questa cosa non se la aspettava nessuno, non in queste dimensioni. che venga immessa liquidità nelle tasche degli italiani questo ormai è pacifico, che siano dipendenti privati attraverso la CIG che siano autonomi attraverso i vari bonus o crediti di imposta. tanto o poco che sia, ricordiamocelo, sarà debito pubblico futuro. per qualcuno sarà poco, per qualcun altro sarà anche troppo e/o immeritato. ma quando capitano queste cose non si può pensare all'equità assoluta. le persone però dimostrano di fare mediamente schifo e i social danno spazio al peggio come sempre. esce la circolare che spiega meglio la cosiddetta attività motoria e la possibilità di far uscire i bambini? ecco centinaia di post indignati, che spesso sono veicolati dall'informazione (ecco, devo dire che l'informazione ha fatto veramente schifo in queste settimane, soprattutto giornali cartacei ed online, direi meno la televisione come sempre), contro le mamme, i figlioletti con qualcuno che dice che non si capisce che minchia significhi - riporto testualmente da un mio contatto - "ci stanno buttando allo sbaraglio!!!!!! in nome del dio denaro!!!!! VERGOGNA!!!". ecco, io che abito sulla martesana questa mattina ho visto passare una mamma con la carrozzina (carrozzina, non passeggino, per cui se non ricordo male trattasi di figlio di meno di un anno) e qualche minuto fa, mentre ero al telefono con mia figlia, una coppia con due o tre figli sui 2, 3 anni, che non oso pensare cosa possano passare in queste settimane. in compenso di cani e loro proprietari a bizzeffe come al solito. ma non ce l'avrei neanche con i proprietari di cani, non ce l'ho con i runner notturni (che non ci sono, sono eccezioni veramente che si contano sulle dita di una mano), non ce l'ho con i vecchietti. qui a milano (che è una città di 1.400.000 abitanti) siamo da settimane in una landa deserta. e così il resto della lombardia. dopo le 20.30 non solo non passano persone ma non passano auto. ieri sono uscito da casa e non lo facevo da giovedi che ho fatto la spesa. e l'ho fatto solo perchè mi è stato segnalato che in una farmacia vicino casa mia c'erano le mascherine. due ffp2 a 8 euro cadauna. ne ho approfittato per farmi qualche metro di martesana; uscirò sul tardi stasera per buttare l'immondizia. ecco la mia vita da quasi un mese a questa parte. non mi sento un martire ma non vi nascondo che invidio quelli che sono in giro per lavoro, anche se so benissimo che spesso non lavorano in serenità. di buono c'è che da qualche giorno a questa parte sono riuscito ad arrivare all'ora consecutiva di attività fisica: plank, squat, sollevamento peso, molla, flessioni. mi impoverirò forse, ma di sicuro col culo di marmo. buona serata a tutte e tutti, globalmente si intende.