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domenica 25 ottobre 2020

da casa mia a milano e ritorno

anche se questa notte ho dormito bene (brutto segno quando dormo bene: capita perchè le cose vanno molto bene o vanno molto male. provate a voi indovinare che sensazione stia provando per adesso tra le due.....), quando questa mattina ho messo le scarpette per andare a correre avevo l'impressione che non sarebbe stato semplice, a dispetto della bella giornata e dei benefici del cambio d'ora. questo non mi ha impedito di partire lo stesso, nella solita atmosfera stramba del periodo. arrivato sulla cassanese l'ho percorsa tutta o quasi in direzione milano, attraversandola all'altezza dell'esselunga sul ponte pedonale. ho puntato verso milano2 e poi ho costeggiato la tangenziale. pur non conoscendo la zona, ho capito che stavo entrando a milano e più precisamente al parco lambro, e così dopo un pò è stato. avendoci corso un pò di volte so che è meno semplice di quanto non si creda. ci sono infatti tanti strappi che lo rendono impegnativo. e lì le gambe e la testa mi hanno mollato, costringendomi ad un primo stop. sono ripartito, ho visto un punto che conoscevo e quindi ho capito come uscire dal parco per rimettermi nella strada che porta verso casa mia. lì sono iniziati un paio di km di merda, da una passerella che scavalca la tangenziale ad una strada in costruzione per finire in una zona commerciale. di sicuro non farò più quella strada, che farebbe passare la voglia a chiunque di correre. mi sono rimesso quindi in un tratto che percorro di solito, ma facevo veramente fatica, tanto che per qualche centinaio di metri ho persino camminato. ma alla fine ho ripreso a correre (oddio, correre si fa per dire) e decisamente stremato sono arrivato a casa. 15,02 km in poco meno di 1h31', a 6'03" al km. una vera fetecchia ma giornate così capitano ed i motivi possono essere tanti, compreso il fatto che questa era la quarta uscita della settimana e avevo già corso venerdi sera sotto la pioggia, oltre ad avere fatto ieri pomeriggio una lunga passeggiata di 5 km. e comunque questa settimana ho fatto quasi 39 km, che non è male. d'altronde si sa, la corsa è l'unica cosa che mi rimarrà da stasera. fino al prossimo dpcm almeno. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

giovedì 22 ottobre 2020

22 ottobre 2020

ho azzerato la socialità. è una sorta di semi isolamento volontario. lavoro, corro e non faccio altro. sarò noioso, ma questa non è vita, perchè non si può esistere in funzione del lavoro e basta. è vero, c'è (un minimo) di senso di responsabilità in questo. ho un contatto personale covid ma sono ormai passati 12 giorni e se non mi è venuto nulla vuol dire che sono immune, asintomatico o semplicemente forte, perchè per la tipologia di contatto era impossibile non prendere qualcosa. che poi non è neanche detto, perchè il contatto ha rifiutato di farsi il tampone, per una serie di ragioni che potete anche immaginare. perchè sembra che ci sia solo il covid adesso, e non è così. leggevo di un medico suicida per ansia da covid. che venga annoverato anche lui tra le vittime covid, diamogli il giusto riconoscimento. mia figlia ieri sera mi diceva di avere tosse, che la sorellastra è in attesa di tampone ed era preoccupata. non per il contagio, ma per quello che comporta a sè e agli altri la quarantena che potrebbe scaturire. stessa cosa ho sentito questa mattina a proposito del figlio di una mia amica. questo fa capire perchè la dimensione reale del contagio sia decisamente superiore ai dati ufficiali, dati che stanno mettendo in ginocchio l'economia prima che i nostri ospedali. e comunque non giudico, perchè io prima cerco di capire e poi eventualmente dico la mia. da oggi inizia in lombardia il coprifuoco, da lunedi la didattica a distanza. che tanto la scuola e l'università a chi importano? dovrebbero essere le ultime a chiudere, sono le prime. lo scrivevo a marzo, non ne usciremo meglio ma per niente. emerge un egoismo infinito in questa fase. su tutti, va detto, quelli che vogliono chiudere e chiudersi in casa, e lo ripeto anche se darà fastidio all'amica alahambra. basta leggere i social, la violenza e la veemenza che esprimono è estrema. e non so neanche se loro siano "garantiti" o meno. certo mi aveva dato molto fastidio il mese scorso sentire una compagna di squadra raccontare di quanto fosse felice nel fare lo smart working, mentre a me prendeva male l'idea che la grande azienda in cui lavora, nei cui uffici stavano in centinaia di impiegati, era pressochè deserta. sì, era felice: perchè non deve fare la trasferta casa-ufficio, perchè dorme un'ora e mezza in più, perchè non compra abiti nuovi, un pò di trucco se c'è qualche conference, perchè può godersi marito e figli, perchè fare sport è più facile, perchè c'è il giardino ecc ecc ecc..... che poi l'addetta della sua mensa sia in cassa integrazione, se non a casa licenziata, beh quello sì certo, hai ragione...vabbè parliamo d'altro. fastidiosissima l'informazione. questa mattina esce una intervista al corriere ad un epidemiologo. titolo macabro, di quelli che escono fuori quando si intervistano cassamortari quali galli e crisanti. solo che l'intervista, che diceva comunque poco e niente perchè tutti gli esperti non ci stanno capendo una beata minchia, era in realtà decisamente equilibrata e certamente non catastrofista. solo che il titolo pessimistico rende molto di più, non c'è un cazzo da fare. qua e là, anche in base ai provvedimenti che si stanno prendendo piuttosto che a certe indicazioni di conte, sembra emergere che i soldi stiano finendo. i dati di debito pubblico sono aumentati più del previsto, le entrate fiscali meno del previsto. quello che i pasdaran chiamano la follia d'estate ha provocato un rimbalzo del 12 e rotti % del PIL. ma tranquilli, a giorni arriverà di nuovo il lockdown. divano e netflix, cosa si può volere di più? 

domenica 18 ottobre 2020

17 e non 21

miei cari (e pochi) lettori, credo che anche da voi la situazione non sia delle migliori. ma per quanto brutta non potrà mai essere come in lombardia o nelle regioni che abitualmente batto per lavoro. onestamente credevo (o speravo?) che con l'estate ci fossimo messi alle spalle il peggio. ed invece siamo solo a metà ottobre e contagi, ricoveri e (ahimè) decessi sono tornati a salire. certo, non mi stancherò mai di dire che l'assenza di informazione sulla qualità del contagio mi fa sorgere più di qualche dubbio. così come non appoggerò mai un governo che decide quale sia una attività essenziale o meno. io sono un liberale anche in epoca di coronavirus e odio il concetto di stato etico. si comincia con le estetiste e le scuole calcio e non si sa dove si va a finire, oltre che ritenere decisamente vuota una vita basata solo sul lavoro. vi risparmio la fatica che ha caratterizzato la mia settimana lavorativa e la pochezza del fine settimana. ho anche un contatto personale che ha chiari sintomi da positività. sono passati più di 8 giorni e non mi è successo ancora nulla, vuoi vedere che veramente sono immune a causa della famosa influenza dello scorso marzo? andare al ristorante era la sola cosa che ci rimaneva, adesso ci sottrarranno pure questo. qui non si tratta di essere "lucchettari" o "negazionisti". qui in pochi capiscono che prima della morte c'è la vita, e questa cosa ha un valore superiore al tribuno di vite umane, anche pesante, che potrebbe scaturire.

questa mattina almeno volevo correre. e avevo un obiettivo, fare una mezza maratona ovvero correre 21 km. cosa che non avviene da inizio febbraio, quando feci la mezza a vittuone. dopo il lockdown ho corso e fatto distanze anche impegnative, soprattutto in rapporto al percorso, vedi la sgamelaà e la salomon. ma fare 21 km, possibilmente in una unica soluzione, non mi era ancora successo. la prima difficoltà era stabilire il percorso. sulla martesana sapevo cosa fare: uscivo da casa e iniziavo a correre sul naviglio. qui è diverso, le ciclabili garantiscono una decina di km di percorso comodo, ma di più no, a meno che non si faccia il criceto. domenica scorsa ero arrivato nella famosa milano2 di berlusconiana memoria, oggi sono andato oltre superando il san raffaele. ma come volevasi dimostrare sono andato dove non dovevo andare, ovvero sulla statale padana superiore e posso assicuravi che correre con le macchine che ti sfrecciano a fianco non è bellissimo. riesco a trovare un'altra ciclabile, vedo le frecce che portano alla mia nuova cittadina e mi immetto su una strada tranquilla, per poi arrivare alla ciclabile della statale che abitualmente percorro con la differenza che è dall'altra parte. faccio il ponte pedonale vicino alla mia nuova esselunga e vado verso casa. sono tra i 13 e 14 km ed inizio a sentirli. capisco che non sarà semplice farne 21. entro nel parco della cava, provo ad accelerare ma non mi riesce particolarmente bene. un sedicesimo fatto sopra i 6' al km mi fa capire che va bene così. chiudo con 17 km fatti in 1h39'35", a 5'51" al km. che va benissimo, anche perchè il percorso di oggi, così come quelli che faccio da quando abito qui, è più impegnativo di quello del naviglio. detto ciò, aspettiamo di capire dal presidente conte quanta libertà ci sottrarrà. perchè, lo ripeto, prima della morte c'è la vita. 

sabato 10 ottobre 2020

avevo pensato

che mio papà potesse morire per una malattia. che so, un tumore, un ictus, una complicanza del diabete. vederlo invece spegnersi di testa è una cosa che faccio fatica ad accettare. soprattutto con questa rapidità. e sono preoccupato anche per mia mamma e per la sua testardaggine che rifiuta ogni aiuto. anche parlare con mia sorella non sembra portare soddisfazione, anzi non la capisco molto. è però bello vedere mia figlia vicina a me, a noi, in questo momento. speriamo che questa cura porti qualche risultato, ma ne dubito. nel frattempo, ieri sera 11 km fatti in meno di un'ora, a 5'27" al km. buona notte a tutte e tutti.

martedì 6 ottobre 2020

6 ottobre 2020

non scrivo da una decina di giorni non perchè non siano successe cose ma semplicemente perchè non ho tempo di raccontarle. il lavoro mi sta prendendo tantissimo e mi fa fare anche sogni inquietanti. per dire questa notte ho sognato che venivo trasferito nelle marche, grosso modo dalle parti di ancona,  ed ero lì che mi facevo i calcoli per capire come sarei potuto tornare verso casa per andare a trovare i miei affetti. subito dopo ho sognato un ex collega di sette anni fa, solo che eravamo entrambi vestiti come rapper americani degli anni '90, roba tipo public enemy o run dmc. purtroppo quest'anno porterò a casa ben poco. cioè, se porto a casa che continuo a lavorare è un successo enorme. e se non dovesse succedere, e vabbè che cazzo più di quello non possono farmi. dal punto di vista runneristico cerco di fare del mio meglio anche lì. sabato pomeriggio ho trovato una 10 km che in tempi normali non avrei mai fatto. si è trattato della strabresso, corsa non facilissima perchè era una curva continua e diversi strappi e/o rampe. complice anche il caldo alla fine l'ho corsa a 5'32" al km. mi ha fatto piacere non essere da solo, non tanto nella corsa ma nel fatto di aver portato con me una persona un tempo poco avvezza all'attività fisica e che si è positivamente cimentata nel fare l'anello dei 5 km. la sera ho inaugurato per la prima volta un ristorante della ridente località in cui ora mi trovo ad abitare e devo dire che si è mangiato bene. la sera dopo ho replicato, ma il ristorante lo conoscevo - questa volta a milano - e si è mangiato bene ma soprattutto troppo. a scopo precauzionale e/o preparatorio nel pomeriggio mi ero fatto 9 km sotto la pioggia. si aggiunga che avevo passato prima almeno 5 ore a sistemare casa, ragion per cui quel troppo è stato in qualche modo ammortizzato. sono di fronte a due scelte, o meglio devo scegliere tra due situazioni: entrambe hanno dei pro e dei contro. entrambe mi costringeranno ad impegnarmi un pò di più del solito e di certo una escluderà l'altra, e se vogliamo è anche un peccato. non parlo poi di mio papà o di mia figlia, che sennò non ne esco più ed in fondo questo post viene scritto solo per ricordarvi che ancora ci sono. di sicuro in questo momento l'adrenalina non manca. me ne accorgo dal fatto che quando metto la testa sul cuscino mi addormento subito. voi direte, ma non dovrebbe essere il contrario? boh, a me fa questo effetto, che posso dirvi d'altro?