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domenica 29 novembre 2020

170,76

mai come in questo periodo ho maturato il perchè esistano infedeltà, tradimenti o - credetemi che ne è solo un'altra rappresentazione - amori e passioni che finiscono. non c'è cattiveria, slealtà o predisposizione al collezionismo di trombate. molto più prosaicamente quello che abbiamo (o quello che abbiamo conosciuto) non ci è sufficiente, non colma il nostro desiderio di conoscenza. possiamo avere a fianco un partner perfetto per soddisfarci intellettualmente ma penoso a letto. oppure bellissimo ma terribilmente noioso. e più si invecchia più si denota questa cosa. nell'altro inevitabilmente vediamo prima i difetti che i pregi. e non c'è soluzione di sorta. a meno che non subentrino convenienza (legittima) o paura di stare soli (altrettanto legittimo) e ti fai bastare qualsiasi cosa o quasi. novembre volge al termine. un mese buttato al cesso, come lo furono marzo ed aprile. forse persino di più, tanto è subentrata la rassegnazione e l'adattamento alle serate col coprifuoco, ai ristoranti e ai negozi chiusi. so di gente, neanche poca, che non ha rispettato le regole. io non sono fra quelli, nel senso che sì, mi sarà capitato qualche volta, ma posso contarle sulle dita di una mano. ma l'impressione è che la maggior parte delle persone lo abbia fatto un pò come il bambino che mette le dita nella marmellata. che quando viene scoperto si domanda perchè non si possa mangiare la marmellata, che è così buona. mai avrei pensato a 54 anni di pensare ad un anno come irrimediabilmente perso. eh sì che ho addirittura cambiato casa, senza godermi veramente la cosa. venerdi ho fatto mettere le tende dappertutto per dire. è venuta una roba bellissima, molto più di quanto non immaginassi. ma per chi l'ho fatto, per quelle poche persone a cui ho mandato le foto via whatsapp? ecco, ho corso. in questo mese di novembre ho fatto 170,76 km. che è tantissimo in assenza di gare. più 4 che 3 volte alla settimana con la domenica mattina a chiudere il tutto con una uscita "lunga". che ogni volta voglia non ne ho molta ma poi alla fine con l'aiuto della testa si procede. il giro è più o meno sempre lo stesso, da casa mia taglio tutto il comune arrivo a milano2 e al san raffaele e torno indietro. in base a come sento le gambe decido quanto fare, ma in un range che va dai 14 ai 17 km. questa mattina ne ho fatti 15 in poco meno di 1h28', a 5'51" al km. si poteva fare meglio, ma avendo corso venerdi sera anche no forse. in fondo, sempre per stare nelle cifre, è stata una settimana con più di 44 km. meno male che questi insipienti paternalisti non ci hanno tolto l'attività fisica individuale. voto 4 alla nostra classe politica, voto 3 al governo. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 19 novembre 2020

l'estetica del covid

tra le tante cose che non vanno di questa epoca ve ne sono alcune solo apparentemente meno importanti. col covid ci stiamo imbruttendo. donne e uomini, sia chiaro. quando mai sarei andato in ufficio, in passato, con i jeans e un pulloverino? quando mai al 19 novembre non ho fatto ancora il cambio armadio? quando mai non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di fare acquisti, siano scarpe, vestiti o pantaloni? questa estate in verità qualcosa ho acquistato, ma comunque poca roba. ma poi non è solo questo: barba, capelli, cambio delle lenzuola: ne perdo il conto. sia chiaro, non vivo nella sporcizia, personale e domestica. anzi, è vero il contrario. ma intendiamoci, mancano gli stimoli. credo sia lo stesso per le donne. sabato mattina una mia amica mi ha detto che aveva deciso, per andare a fare la spesa all'esselunga, di mettersi da tiro come se dovesse andare ad una festa. un'altra persona di mia conoscenza, praticamente in smart working da marzo, qualche giorno fa è dovuta andare in ufficio, dalle parti di cinque giornate. "ho messo la gonna, i collant e uno stivaletto", visto che vado in giro sempre in modo assolutamente casual. abbruttimento, ho usato questo termine e non ne vedo altri. nel precedente post ho riportato lo studio secondo cui gli italiani fanno meno sesso. non solo, secondo me guardiamo con decisamente meno pulsioni all'altro genere. mi ricordo verso metà maggio una mattina in cui stavo andando in ufficio, qualche settimana dopo il post lockdown. ad un semaforo rosso quasi in loreto attraversa una ragazza abbastanza giovane, diciamo tra i 25 e i 30 anni. faceva caldo, minigonna e blusa dello stesso colore. stivali anch'essi dello stesso colore, senza calze, una falcata imbarazzantemente sexy. non ero riuscito a vederla in viso, ma il fisico era da 30 e lode. in auto dico quello che esattamente immaginate, mi giro a sinistra e vedo che il mio vicino di fila più o meno coetaneo ride e altrettanto esplicitamente fa un gesto con la mano. entrambi abbassiamo il finestrino. giustamente lui mi dice "non eravamo più abituati a queste cose". scatta il verde e ripartiamo. purtroppo ci si abitua a tutto, anche al peggio. ci stiamo abituando a non andare in un museo, al cinema, a comprare un qualcosa che giustamente possiamo permetterci visto che lavoriamo non solo per pagare le bollette. poi i pasdaran del "spero che finirete intubati" diranno la solita solfa dell'estate folle, della movida, degli aperitivi, dei ristoranti. stasera ho corso poco più di 11 km, per l'esattezza 11,25 km in 1h05"40, a 5'50" al km. poco performante, ma con la nebbia e l'umidità in fondo che c'era non è poi così male. i miei stanno meglio, ma anche lì - diciamolo - è uno stare meglio relativo. li ho visti tutti ieri, e ci sembra che sia tantissima roba. ed invece sono solo una decina di minuti. buona notte a tutte e tutti.

martedì 17 novembre 2020

analista mio malgrado

oggi alle due ho mandato un whatsapp ad un pò di miei conoscenti, tra cui una persona che legge e commenta il mio blog, in cui dicevo che oggi avremmo il più alto numero di morti della seconda ondata covid. ormai sono diventato un'analista del coronavirus, se vi fosse ancora la conferenza stampa delle 18 di borrelli (tra l'altro, avete notato che da mesi è entrato in un cono di silenzio, apprezzabilissimo a differenza dei tanti prezzemolini che vediamo ovunque nelle tv) potrei tenerla io. ho drammaticamente avuto ragione, visto che i decessi sono stati 731. non è che ho la sfera di cristallo, ma al martedi vengono ripresi i decessi del lunedi che risentono delle comunicazioni tardive del weekend e quando ho letto che il veneto aveva 100 morti è stato facile fare questa previsione. e visto che si parla di previsioni, dire che il 3 dicembre finisca tutto, nel senso che si possa riprendere la vita normale mi pare inverosimile. forse troveranno un modo per salvare i consumi e gli appuntamenti familiari natalizi, ma sarà una grandissima forzatura. attenzione, non sto dicendo che sia giusto. sapete quanto ritenga sbagliata questa gestione paternalistica dell'emergenza sanitaria che tende a scaricare sulle persone la responsabilità di non fare diffondere il virus. non a caso (e non è neanche merito di crisanti, che è stato preso a pedate nel culo) il veneto è l'unica regione del nord ancora gialla, visto che ha una sanità che all'atto pratico si è mostrata decisamente migliore di quella piemontese, lombarda o ligure (e non si può certo dire che io sia un fan di zaia), segno che le istituzioni sanitarie non sono tutte uguali. parlando con un pò di colleghi e amici abbiamo fatto un'altra previsione. prima o poi il peggio passerà. secondo me in primavera. ma quel peggio sarà il peggio sanitario. ma dopo ci sarà il vero peggio, quello economico. ai morti di covid seguiranno i morti di depressione, di crisi economica, da perdita di lavoro. perchè finiranno il divieto di licenziamento, gli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione. sarà un paradosso: aumenterà il pil ma le imprese avranno carta più o meno bianca per riorganizzarsi. qualche espulso dal mondo del lavoro magari ne uscirà meglio di altri, ma di fuoriuscita si tratta. lo dicevo ad una di voi parecchio tempo fa: per chi ha dai 30 ai 40 anni forse è giunto il proprio momento. di chi ha discreta padronanza dei fondamentali e costa meno di chi ha 40 o 50 anni. e da loro che l'italia ripartirà. parlando con un mio collega un paio di ore fa l'ho sentito preoccupato. e lui con la moglie sono talmente patrimonializzati che non rischiano certo di finire in coda alla caritas. è che si dovrà pensare a qualcosa. io da anni penso al "dopo", lo sapete. è un miracolo che io sia dirigente da 12 anni e 2 mesi. no, che dico, è inspiegabile. in questi giorni sto pensando ad una polizza per prolungare questo periodo. chiamiamolo un piccolo investimento. ma non è solo leccaculaggine aziendale. è anche pensare che alla mia età, se la mia dimensione cambia, dovrò pensare a qualcosa per arrivare alla pensione. potrebbe, pensate un pò voi, significare lasciare milano, che è un assurdo visto che ho appena cambiato casa. ci penseremo a suo tempo. mi sembra così strano che io non abbia ancora preso il coronavirus. è tre giorni che ho i linfonodi un pò gonfi ed un accenno di torcicollo, ma potrebbe tranquillamente essere conseguenza della corsa. che poi io ho la febbre più bassa che si possa avere. non vado oltre i 37 e non vado oltre i 36. finito questo post me la misurerò: scommetto su un 35.8. ho corso oggi pomeriggio, 9 km. con fatica ma in una bella cornice di sole. ha appena finito la lavastoviglie. l'avevo anche nella vecchia casa, ma non usandola mai l'avevo fatta morire. qui invece è una bellissima scoperta. domani me ne andrò al mare, speriamo nel bel tempo. buona serata a tutte e tutti.

domenica 15 novembre 2020

il levatappi

pare che con il covid si beva di più, nel senso che vi è maggiore consumo di alcolici in condizioni di isolamento (qui un articolo). a dire il vero pare che con la pandemia gli italiani abbiano fatto meno sesso (altro articolo). a sensazione entrambe le cose sono vere. o quanto meno, per me vale di sicuro. fatto stà che ieri sera decido di aprire una bottiglia di vino, per l'esattezza di gutturnio. e vedo il levatappi flettere per spezzarsi a tappo quasi estratto. nulla di strano, si trattava di una cinesata che mi pare mi abbiano regalato tempo fa. oggi, nel primissimo pomeriggio, per trovare poca gente, decido di andare all'esselunga, anche e soprattutto per comprare un nuovo levatappi. e lo trovo, tra pentolame e strofinacci. solo che è un articolo "non essenziale" e teoricamente non in vendita, come da disposizione o di dpcm o della regione o sa dio che cosa. vado in assistenza e domando alla addetta se effettivamente ne è vietata la vendita, visto che c'è una striscia di nastro adesivo sopra quella tipologia di oggetto. la tipa mi guarda una frazione di secondo per poi dirmi "lo prenda". la ringrazio, vado a metterlo nel carrello e mi dirigo alla cassa. tra l'altro non lo pago neppure poco, 9 euro. il tema del non essenziale era già emerso quando partirono i primi provvedimenti: palestre, ristoranti, bar, estetiste ecc.... ma che in linea teorica andando al supermercato non si possano fare acquisti al di fuori dei generi alimentari, beh questo mi pare una follia. la regione lombardia addirittura aveva proibito l'acquisto di libri e giornali in un primo momento (che però potevi fare in edicola o libreria). astrusità e macchinosità che rendono agli occhi delle persone normali il sistema di restrizioni abbastanza incomprensibili. il senso pratico dell'addetta del servizio informazioni mi ha reso possibile l'acquisto. cosa che con tutta probabilità non sarebbe avvenuto se le mie intenzioni di acquisto erano rivolte ad una pentola o a una padella. questa mattina sono andato a correre. i miei 14 km in meno di 1h21', al 5'46" al km li ho portati a casa. questa settimana ho corso 41 km esatti. almeno il bicchiere di gutturnio potrò smaltirlo meglio. ci sarebbe da raccontare una roba folle successa a mio papà giovedi sera, che a mia mamma ancora un pò veniva un infarto, ma voglio evitare. per adesso c'è la narrazione che medici e infermieri siano eroi e chi sono io per smentirla. che poi io detesto la ricerca dell'eroe. a me basterebbe che chiunque, a cominciare dal sottoscritto sia chiaro, svolgesse la propria opera in modo normale. buon inizio di settimana a tutte e tutti.



venerdì 13 novembre 2020

amantes

è il titolo di un film dei primi anni '90 di vicente aranda, con due donne belle e sensuali come victoria abril e maribel verdù. come dice il titolo, narra la storia alquanto torbida di due amanti. solo che in quel film è l'uomo a essere "impegnato" e la donna ad essere libera. io invece nella mia vita ho fatto, e ripetutamente, l'amante. nel senso che ho avuto relazioni con donne sposate o comunque impegnate. anzi, a dirla meglio, l'ho fatto in questi ultimi lustri della mia vita. che probabilmente non è stato neanche casuale. ma, va detto, talvolta ciò si è trasformato addirittura in relazione. di una cosa sono certo: quelle donne, tutte quelle donne, le ho amate. forse non un amore assoluto, forse non uno "sturm und drang", ma una profonda forma di amore, e soprattutto di rispetto, c'è stato. perchè io non potrei neanche baciare una donna priva di valore per me, fosse anche la donna più bella del mondo. vabbè, ma questo pippotto perchè, mi chiederete. semplice, io, nella mia nuova amena località, ho stabilito ormai un percorso podistico grosso modo sempre uguale. e in queste settimane un pò strane ho anche stabilito l'orario in cui uscire a correre. succede che finora, in questa settimana, io abbia corso tre volte. lunedi 8 km, mercoledi 10 km, stasera altri 8 km, oltre a qualche coda di defaticamento. e in ognuna di queste sessioni, grosso modo alla stessa ora, sono passato davanti il parcheggio di una azienda, attaccato alla ciclabile. e in ognuna di queste occasioni ho visto un uomo ed una donna, lui secondo me una decina d'anni più di lei, abbracciati o comunque in teneri atteggiamenti. è vero che non fa ancora freddo, ma siamo pur sempre a novembre, è buio e insomma se fossero fidanzati o altro andrebbero quanto meno a casa. ma poi si capisce quando si è fidanzati, sposati, conviventi e si è qualcos'altro. e sono solo due le situazioni alternative: i primi tempi e la condizione di amante. ma nei primi tempi corri a infrattarti, a casa o in motel. ma se hai un'ora, se hai moglie/marito e figli a casa, ecco allora c'è il parcheggio in cui abbracciarsi, baciarsi, fumarsi una sigaretta (tutte cose che ho visto fare a questi due). una mia ex diceva che ero un attento osservatore. mi piaceva (e ci piaceva) domandarmi in metropolitana come trombava la persona davanti a me. mi piaceva guardare le altre coppie al ristorante. oggi lo faccio un pò meno, sarà la vecchiaia. ma poi me le servono così, su un vassoio, e torno il francesco di un tempo. oggi ho fatto montare i componenti del bagno, dopo che mi è arrivato il divano una settimana fa. a questo punto la casa è in buona parte composta nei suoi elementi essenziali. e devo dire che è una bella casa. ad oggi, causa covid, solo mia. è già qualcosa ma è anche un pò un peccato. buon fine settimana a tutte e tutti.

domenica 8 novembre 2020

red zone

siamo zona rossa da venerdi. questa cosa è riuscita a farmi dormire male giovedi sera, io che per adesso dormo benissimo (e lo ribadisco, non è una cosa positiva che io dormo benissimo solo quando le cose vanno male o quando vanno bene). ma poi mi è bastato andare a correre venerdi mattina e prendere la macchina per andare al lavoro, per giunta fuori regione (si, io posso andare a lavorare), per capire che questa zona rossa nulla aveva a che fare con il lockdown di marzo e aprile. ma non voglio fare considerazioni su questa cosa, perchè tanto direi le solite cose. ma nonostante regole blande e controlli inesistenti (cosa che mi è stata ampiamente segnalata ieri da più fonti amicali) ieri non sono uscito da casa. non mi sono inventato di andare al decathlon, che è aperto e si trova nel mio comune, nè di andare in farmacia anche se qualcosa poteva servirmi. un pò forse è senso civico e rispetto delle regole. ma solo un pò, perchè io non concepisco nè mi interessa uscire per uscire. in fondo ho cambiato casa per avere un ambiente più confortevole (per dire, ho preso il caffè in maniche corte sull'ampio balcone, tanto fa caldo oggi a milano e dintorni) e non capisco il motivo per andare in giro. anche il caffè d'asporto, consentito dalle regole della zona rossa, mi sembra una roba inutile. perchè tanto la vita resta sospesa ugualmente, se non sei libero di muoverti e fare quello che vuoi. e noi non siamo liberi, ma proprio per niente. i miei stanno tutti bene. mio papà è stato strabiliante. 3/4 giorni di febbre continua che scendeva solo con la tachipirina 1000, altrettanti con febbre serale e solo qualche volta ha preso la 500, adesso da 2/3 giorni senza nulla. che sia guarito mi sembra confermato dal fatto che è tornata la fase depressiva. perchè sì, quello che resta adesso è aiutarlo a combattere il resto, perchè chècchè se ne dica ci sono tante altre malattie e altre che nascono proprio a partire dal coronavirus. a questo giro siamo semireclusi, siamo poco liberi, ma non ci hanno impedito di correre, neanche nelle zone rosse. l'unico vincolo è non lasciare il territorio comunale, ma nel mio caso non sposta nulla. mi era venuto un dolorino sopra l'osso sacro lunedi, dovuto ad avere messo il piede su un cazzo di tappo di bottiglia di vino che mi ha fatto quasi cadere. avevo fatto due uscite di poco più di 8 km, una mercoledi e l'altra venerdi. questa mattina mi sono svegliato senza particolare voglia di correre, però mi sono messo di buzzo buono e sono uscito verso le 9.30. non che iniziando a correre la voglia mi sia venuta, però ho pensato al fatto che avendoci lasciato almeno questo ciò andava in qualche modo omaggiato. e allora la voglia me la sono fatta venire: cassanese fino all'esselunga, lavanderie, milano2, il giro del san raffaele, il laghetto della cava e alla fine i miei 15 km in meno di 1h26', a 5'44" al km, li ho fatti. meglio di due settimane fa, per dire. ero bello stanco alla fine, devo ammettere. però contento, come sempre. questa settimana ho fatto appena 32 km, ma li ho fatti con impegno come sempre. per intanto prosegue la domenica bellissima. che almeno posso apprezzare più di quanto non potessi fare nel mio vecchio bilocale. un abbraccio globale a tutte e tutti e buon proseguimento di domenica.

lunedì 2 novembre 2020

ciarpame e cialtroni

ho tutta la famiglia positiva al covid. e quando dico tutta, dico tutta. in ordine di preoccupazione, mio papà, mia mamma, mia sorella, mio cognato, mia figlia. ora, come potete forse immaginare, mio papà e mia mamma non frequentano la movida, non vanno al ristorante, non fanno aperitivi. mia sorella è ipocondriaca e mio cognato ne è vittima. voi mi chiederete dove si siano contagiati quindi. e io vi rispondo che - a parte mia figlia che ha una vicenda tutta sua - se lo sono preso nel posto teoricamente meno a rischio del mondo. il posto che dovrebbe garantire igiene, profilassi, disinfezione, sterilizzazione. no, non è una scuola elementare. non è neanche un supermercato. questo posto inizia con ospe e finisce con dale. che dire, che col senno di poi si doveva stare a casa? eh no, non lo si può dire e non lo voglio dire. perchè se una persona anziana ha una visita programmata in primavera che viene rinviata in autunno ha tutto il diritto di volerla fare, ha l'obbligo di andarci in sicurezza, ha il diritto di ricevere le cure azzerando i fattori di rischio. sono tutti sintomatici, ovviamente i sintomi che preoccupano di più sono quelli di mio padre, che insistono su un uomo drammaticamente fragile per ragioni di età. per adesso sta reagendo discretamente bene; a partire da oggi sta partendo, per tutti, l'inutile attività di tamponatura (inutile perchè saperlo non serve a nulla), tra drive-in ed usca, che chissà quando escono. ma ovviamente prima o poi avremo un dpcm che impedirà a chi corre o va in bici individualmente di farlo, obbligherà chi abita a novara di andare a trovare il partner a magenta (distanza 20 km) ma consentirà di farlo a chi abita a domodossola e il congiunto c'è l'ha a cuneo (250 km). e guai ad andare a fare la spesa di sabato o domenica e volersi comprare un libro, perchè troverai un nastro ad impedirtelo e se lo porti alla cassa rischi pure la denuncia. sono dei cialtroni, senza se e senza ma. non ci sono eroi, non ci sono ricette, non ci sono certezze. per questo ho trovato, trovo e troverò sempre irricevibili le certezze di chi passa la giornata - sui social non ne parliamo, lì è pieno - a cercare colpevoli, che chissà perchè poi sono sempre gli altri. per chiudere, io sto bene. so per certo che non c'entro nulla con il contagio dei miei, è altamente improbabile che possa avere a che fare con quello di mia figlia (la settimana scorsa ci siamo visti dal balcone, cioè lei sul balcone al quarto piano ed entrambi al telefono). faccio la mia vita, che è faticosissima perchè il lavoro va come potete immaginare. sto attento, certo, ma nel contempo mi sento tranquillo anche se so di essere a rischio perchè di gente ne vedo ed in giro ci vado. vivo come chi si sente immune salvo poi scoprire dieci minuti dopo di avere la febbre a 39. a ottobre ho corso 164 km, la settimana scorsa ho fatto 40 km. alcune uscite di soddisfazione, altre meno, ma tutte capaci di farmi stare meglio quando varco la soglia di casa. ormai sono 70 giorni che vivo nella nuova casa. a fine settimana mi arriverà il divano e ho deciso di mettere le tende ovunque, più per estetica che per reale necessità. in questa casa sto decisamente bene e mi sembra di starci da ben più tempo. domenica ho attaccato i quadri anche se in camera da letto uno è veramente storto. andiamo avanti, come sempre cercando di fare il meglio per me senza fare del male agli altri. buon proseguimento di settimana a tutte e tutti.